RIMINI - Università: firma del finanziamento per la ristrutturazione dell’ex Palace Hotel

RIMINI - Università: firma del finanziamento per la ristrutturazione dell’ex Palace Hotel

RIMINI - Nella giornata di giovedì 15 marzo 2007, il prorettore per le sedi decentrate Guido Gambetta, su delega del rettore dell'Università di Bologna Pier Ugo Calzolari, ha firmato a Roma la convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti per lo stanziamento della somma di 5 milioni e 800mila euro che sarà utilizzata per la ristrutturazione dell'ex Palace Hotel a Rimini.


Si tratta di un atto fondamentale e atteso per il recupero e la valorizzazione a sede universitaria dell’immobile in centro storico.

In tempi rapidissimi la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, passaggio di legge necessario dal quale decorrerà il tempo massimo consentito per l’avvio dei lavori, vale a dire 240 giorni. Sarà l'Università di Bologna a gestire il bando per l'appalto dei lavori, il cui avvio avverrà presumibilmente entro la fine dell’anno 2007.

Come è noto Provincia e Comune di Rimini, proprietarie del fabbricato, hanno concesso l’ex Palace Hotel all'Università di Bologna, al fine di ricavarne uno studentato con circa 100 posti a disposizione. Un’opera strategica del cosiddetto programma ‘Cittadella Universitaria’ il cui obiettivo è quello di integrare sempre più l’Università e i suoi studenti nel tessuto cittadino attraverso la disponibilità di contenitori e servizi in centro storico, con positive ricadute anche per quest’ultimo.


Provincia di Rimini e Comune di Rimini esprimono congiuntamente la loro soddisfazione per la sigla del finanziamento:

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“E’ un giorno importante per l’Università e la città. Era tempo che si uscisse dall'incertezza dei tempi di realizzazione e ciò è avvenuto. Pur non dipendendo direttamente dagli Enti locali, abbiamo cercato di aprire ogni canale e relazione per favorire l'adempimento delle complesse procedure burocratiche tra Ministero e Università. Ora bisogna fare in modo che i tempi di realizzazione siano tempestivi, perché v’è la necessità di potere contare su un’opera in grado di fornire una risposta efficace per calmierare i costi dei posti letto per gli studenti”.

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