Rimini, università in affanno: immatricolati in calo dell'1,8%

Rimini, università in affanno: immatricolati in calo dell'1,8%

Rimini, università in affanno: immatricolati in calo dell'1,8%

RIMINI - Cosa va l'università a Rimini? Il Polo Scientifico Didattico di Rimini - attivato nel 1992 - ha una offerta formativa di 19 corsi , di cui 11 lauree triennali, e 8 lauree magistrali . E' stata registrata quest'anno una modesta contrazione dello 1.6% dei riminesi iscritti alle università, di cui un calo dello 1.8% degli immatricolati. I dati sono provengono dal 10° Osservatorio sull'Istruzione Universitaria nella provincia di Rimini

 

Se da un lato c'è una riduzione del tasso di passaggio all'università dei diplomati di poco più del 3%, va rilevato che negli ultimi anni cresce la regolarità della frequentazione dei corsi riminesi che rappresentano il 7% degli iscritti alla università di Bologna. Le iscrizioni femminili costituiscono tradizionalmente la maggioranza delle iscrizioni nelle aree umanistiche, giuridica e politico sociale . Le iscrizioni maschili prevalgono nella ingegneria, scienze matematiche, fisiche e naturali. Medicina e chirurgia (con il corso di laurea triennale infermieristico prevalente), ingegneria, e farmacia assorbono la prevalenza degli iscritti ( 44.7% del totale) ma le qualificazioni con laurea breve sono rilevanti nella computa generale. Il 25.8% degli universitari riminesi totali e' iscritto al polo riminese.

 

Il livello retributivo del primo impiego a 5 anni dalla laurea post Università, in Italia e anche a Rimini, e' intorno ai 1300€, un dato drammaticamente inferiore anche a normalizzazione del costo della vita di quello dei nostri cugini continentali. Con il dato frustrante di una retribuzione media di circa 200€ in meno per i laureati di genere femminile. I nostri laureati troveranno quasi certamente lavoro, ma i salari medi sono francamente imbarazzanti.

 

Negli ultimi 4 anni, a fronte di un aumento dello 0,9% dei diplomati si registra in Italia un calo del 9.2% (26000 iscritti in meno) delle iscrizioni universitarie. Una fuga dalle università che, sempre negli ultimi 4 anni, ha riguardato in particolare gli atenei del centro ( -16.8%) e del Sud ( -19.8%). L'Unione Europea chiede ai paesi membri di raggiungere l'obiettivo di arrivare al 40% di laureati entro il 2020, un risultato che i valori odierni (19%) rendono difficile da realizzare; si tratta della meta' della media dei paesi occidentali. La laurea sta perdendo appeal anche perché aumenta il tempo necessario per trovare un impiego ( 60% in più in due anni). Dopo un anno, a livello nazionale il 17% circa dei laureati risulta disoccupato. Lo stipendio medio è calato in due anni del 7% . A questo va aggiunta una analisi cruda, per la quale il 43% di figli di ingegneri ed avvocati sara' medico o ingegnere. Un figlio di una buona borghesia cinque anni dopo la laurea guadagna 155 euro al mese piu del figlio di un operaio.

 

Quali possibili soluzioni? Nell'assunto che una istruzione universitaria su temi strategici di alta tecnologia costa molto ed i giovani che possono impegnarsi in progetti di questo tipo sono pochi e direttamente proporzionali allo status dei propri genitori, le azioni utili in un'ottica di ampliamento del carnet delle opportunità potrebbero essere:

 

Farsi promotori con le banche locali di programmi seri e potenti di credito di onore ai migliori studenti ( quelli con migliore profitto al liceo) mediate crediti agevolati di completo supporto allo studio e con programmi di restituzione lunga nel corso del proprio lavoro. Una scommessa sull'impresa segnata dal capitale umano; così come si reclama oggi di farlo per le imprese in crisi.

 

Utilizzare i contenitori provinciali in rete ( Università, biblioteche) per istruire mediante informazioni, tutoraggio e disponibilità di stazioni PC in rete (h 24) coloro che vogliano iniziare percorsi di questo tipo. Dare a chi vuole impegnarsi la possibilità di farlo senza costi che non può sopportare.

 

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Questa è secondo noi la strategia utile/ sostenibile per allargare la rosa dei potenziali utilizzatori scendendo nelle fasce a capacità economica inferiore e reclutare tra questi menti meritorie che restituiranno alla collettività valori altrimenti inespressi.

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