Rimini, urbanistica. L'ira dei tecnici: ''Il Comune blocca tutto''

Rimini, urbanistica. L'ira dei tecnici: ''Il Comune blocca tutto''

Rimini, urbanistica. L'ira dei tecnici: ''Il Comune blocca tutto''

RIMINI - "Burocrazia all'eccesso, oneri molto alti, tempi biblici per l'approvazione dei Piani Particolareggiati e l'impossibilita' di un confronto reale con l'amministrazione". Questi sono i problemi "veri" che la Consulta riminese delle professioni tecniche, lunedì in una lettera alla stampa, torna a denunciare. E rispetto alle "accuse che cercano di deviare la discussione relativa all'urbanistica riminese dai temi reali", la posizione e' sempre e solo una: "Stop ai cosiddetti 'trenini' in zona agricola. Stop alle opere di demolizione e di ricostruzione che, secondo l'interpretazione dello sportello Edilizia privata del Comune, vengono sottoposte alla nuova normativa con il serio rischio di immobilizzazione di tutto il comparto legato alla riqualificazione edilizia".  

 

Rifacendosi al dibattito emerso negli ultimi giorni, i professionisti parlano di "due questioni decisamente pretestuose e capaci di offendere la professionalita' di chi opera nel settore, che ogni giorno e' costretto a fare i conti con una crisi sempre piu' profonda". Si parte dai "trenini", ovvero la diffusa realizzazione in zone agricole di edifici unifamiliari collegati da portici ma gia' pronti a diventare plurifamiliari per eventuali condoni o future modificazioni di piani urbanistici.

 

La Consulta lo considera un problema "proliferato a causa di scelte fatte a monte, spesso senza lungimiranza, e per le quali ci si deve fortemente interrogare senza limitarsi a puntare il dito sull'attualita' delle cose". Si rimarca, comunque, "che tali progetti godevano di ogni approvazione da parte degli uffici comunali competenti: da parte nostra siamo favorevoli alla fine di questa pratica- si puntualizza nella lettera- anche oggi stesso, anzi ci rammarichiamo che abbia mai avuto inizio".

 

Per quanto riguarda le demolizioni e le ricostruzioni, i professionisti ricordano che stanno cercando di "porvi rimedio gia' da un anno" e tornano a bacchettare palazzo Garampi considerandola "una pratica inopportuna per la quale piu' volte e' stato da noi sollevato il problema con i dirigenti comunali senza trovare ascolto, e per la quale invece ora veniamo ingenerosamente chiamati in causa".

 

La Consulta continua a rimproverare all'amministrazione decisioni poco opportune: "L'interpretazione del dirigente dello sportello Edilizia privata del Comune, che ora sottopone a nuova normativa (10 metri di distanza tra gli edifici, ndr) anche i fabbricati costruiti prima del 1968, in zone densamente edificate e con lotti di piccole dimensioni, rischia di mettere la parola fine- e' la sottolineatura dei professionisti della citta'- alla riqualificazione edilizia di gran parte del territorio comunale riminese".

 

Ma la "cosa ancora piu' grave" e' che questa interpretazione sia arrivata "con un ordine di servizio del 14 dicembre 2009 con relativo stop dell'approvazione di tutti i progetti". I professionisti della Consulta svelano con qualche retroscena la loro verita': "Nonostante le numerose richieste, la circolare non e' stata resa ufficialmente nota agli Ordini, Collegi e Consulta, fino all'8 febbraio 2010, annullando di fatto tutte le possibilita' di eventuali ricorsi e causando danni ai cittadini e tecnici che nel frattempo, ignari di tali disposizioni, avevano presentato progetti o acquistato edifici pensando di poterli ristrutturare".

 

Concludendo, i componenti della Consulta riminese si dicono "sempre a disposizione dell'amministrazione comunale per un confronto, seppur fino ad oggi disatteso, rispettoso dei reciproci ruoli istituzionali". (Dire)

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