Rimini, violenza sulle donne: aumentano le denunce allo Sportello Dafne

Rimini, violenza sulle donne: aumentano le denunce allo Sportello Dafne

Rimini, violenza sulle donne: aumentano le denunce allo Sportello Dafne

RIMINI - Sono state 331 (+22% rispetto all'anno precedente, in cui erano state 271) le donne che nel 2009 si sono rivolte allo Sportello Dafne per denunciare una violenza subita. I dati sono stati resi noti in mattinata dalla dottoressa Maria Maffia Russo. Sul totale sono le italiane che maggiormente si sono rivolte allo sportello (59%). Sugli autori delle violenze, in 136 casi si tratta del partner/coniuge e l'età media del violento è di 45 anni.

 

I dati sono i seguenti. Donne che hanno subito violenza e hanno chiesto aiuto alla Rete Dafne: 331 (erano 271 nel 2008, con un incremento del 22 per cento).

 

Donne che si sono rivolte ai Pronto Soccorso e i Pronto Intervento: 105 (in prevalenza per traumi contusivi ed ematomi (42), escoriazioni ed abrasioni (16, tra cui 5 con ferite d'arma da taglio), trauma cranico e rachide cervicale (14), fratture (10, soprattutto naso, polso, spalla), algie (10), sintomi grastrointestinali, lesione timpanica e frattura incisivo superiore.

 

Sempre rispetto agli autori della violenza, da uno studio ad hoc effettuato nel secondo semestre del 2009, su 114 sogetti, è altresì emerso che la loro età media è di 45 annni, che gli italiani sono stati il 64 per cento (36 per cento gli stranieri), che il 65 per cento di loro ha un'occupazione (in prevalenza operai, artigiani e lavoratori auntonomi) mentre il 35 per cento è disoccupato.

 

 

Commento ai dati

 

Si conferma un aumento delle donne che si rivolgono alla Rete Dafne, grazie anche ad una rilevazione più puntuale da parte di tutti i "nodi" della rete e ad una collaborazione sempre maggiore con i Pronto Soccorso e Pronto Intervento, da cui sono arrivate 35 segnalazioni in più rispetto all'anno precedente.

 

Si Conferma una prevalenza della violenza nelle relazioni intime.

 

La tipologia di violenza è prevalentemente fisica/psicologica (61,3 per cento) e combinata con altre forme di violenza come, ad esempio, quella economica (11,7 per cento). Sono in aumento i casi di stalking che passano dal 4 al 5,7 per cento (fenomeno forse legato anche ad una maggiore sensibilizzazione culturale innescata tra l'altro dalle nuove norme legislative, e ad una maggior preparazione degli operatori nel rilevarlo).

 

Si rileva la presenza di violenze su donne in gravidanza, benchè si passi dai 30 casi del 2008 a 25 nel 2009.

 

In controtendenza rispetto al 2008 vi è il dato della nazionalità delle donne che subiscono violenza: nel 2009 le italiane prevalgono sulle straniere (52,9 per cento) mentre nel 2008 erano il 47 per cento contro il 48 per cento delle straniere. Le donne straniere vittime di violenza provengono prevalentemente da Albania, Marocco, Romania ed Ucraina.

 

Rispetto al profilo della donna che subisce violenza si rileva un'età adulta e progressivamente crescente (picco a 38 anni), un profilo culturale medio-alto a fronte di un reddito prevalentemente insufficiente o inesistente. Ciò può suggerire un'amplificazione della dipendenza dal partner e che la violenza subita ostacoli la donna nell'impiego delle proprie risorse.

 

Le prime analisi sul profilo dell'autore di violenza mostrano, al di là di molti pregiudizi, come questo sia in prevalenza marito o partner della vittima, italiano e con un'occupazione lavorativa.

 

Nel corso della conferenza stampa e rispondendo alle domande dei giornalisti, la dottoressa Russo ha sottolineato come "l'aumento di donne prese in carico dallo Sportello Dafne non faccia riferimento ad un aumento dei casi di violenza sul territorio, quanto ad una maggiore degli operatori di intercettarli. In particolare nel 2009 è stata fortemente accentuata la collaborazione coi Pronto Soccorso". Inoltre, sempre nel 2009, a partire dal secondo semestre, è stata attivata un'osservazione sugli uomini autori della violenza (rifacendosi ai racconti delle vittime). Ne emerge il profilo di uomo autore di violenza in genere sui 45 anni, italiano, compagno o marito della vittima, e con lavoro stabile. "I pregiudizi cadono - ha osservato la dottoressa Russo, la quale ha altresì fatto presente che - anche questi uomini possono essere aiutati. Talvolta dopo gli episodi di violenza il loro pentimento è autentico: se si riuscisse ad intervenire in quel momento si potrebbero forse ottenere ulteriori risultati". Infine la responsabile dello Sportello Dafne ha ricordato il caso di "una giovane donna che era stata aiutata dai nostri operatori qui a Rimini. Trasferitasi a Milano è di nuovo tornata vittima di violenza, ed è voluta tornare a farsi assistere dagli operatori qui di Rimini. Quando le donne trovano chi le ascolta, e non si sentono abbandonate, si possono fare intraprendere importanti percorsi di crescita personale ed autonomizzazione".

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