Rimini, Vitali: "fare casino per rimanere al punto di partenza"

Rimini, Vitali: "fare casino per rimanere al punto di partenza"

RIMINI - "I percorsi di approfondimento e confronto portano a decisioni e non a nulla di fatto. Buona parte dei guasti sparsi della viabilità provinciale, a partire dalla terza corsia, fino alla nuova Statale 16, che si sarebbero potute realizzare 15/20 anni fa, è dovuta alla semplice strategia del ‘fare casino per rimanere al punto di partenza'". E' chiaro il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, dibattito in corso sulla realizzazione di alcune importanti opere di viabilità.

 

"Si impianta la discussione, si alzano le polemiche, a ogni rilancio corrisponde una frenata uguale e contraria, con l'obiettivo finale- neanche tanto nascosto- di non approdare a niente. Lo 0 a 0 come fine, per accontentare un gruppo qualsiasi d'interesse, una pressione più o meno popolare, un comitato, facendo finta di essere dinamici".

 

"E qui arrivo alla seconda questione: non si baratta un'opera strategica per la mobilità di tutto il territorio per una convenienza elettorale o per il consenso promesso lobby minoritarie. Tanto più se quell'opera è stata discussa, dibattuta e inserita nei documenti di pianificazione e nei programmi delle amministrazioni elette dai cittadini. Personalmente, ma allargo questa considerazione all'Amministrazione che ho l'onore di coordinare, non m'interessa quel consenso, ne posso fare a meno nel senso che l'esperienza politica non è un ‘mestiere' per sempre e a ogni costo. Quel consenso lì non ha niente a che fare con la mediazione, la sintesi, il dibattito, e dunque si può vivere benissimo anche senza coglierlo. Credo che questo stesso sentimento, peraltro, accomuni molti amministratori che della politica hanno ancora un'immagine e attese nobili".

 

"Terza questione: il campanile non è il solo metro per giudicare un'opera di valenza territoriale ampia. Tutti noi che, a livelli diversi, abbiamo responsabilità amministrative pubbliche dobbiamo essere implacabili nel tentare di promuovere una cultura di governo solidale, vale a dire che tenga conto di quanto accade anche al di là del proprio orto o confine. Blandendo i campanili non si fa un buon servizio al proprio territorio, a se stessi e in generale al rapporto tra Istituzioni e cittadini, svilito a una caricatura dell'antica legge del baratto. Tanto più- ripeto- se ci si trova nell'esatta situazione in cui tutti i documenti di programmazione degli ultimi 15 anni riportano o meno questa o quella indicazione progettuale".

 

"Quarta e ultima questione: è vero, di errori ne sono stati fatti in passato nella progettazione e nell'ubicazione di opere a valenza provinciale. Ma da questo a liquidare con battute o peggio il lavoro tecnico e di analisi di istituzioni e professionisti passa una bella differenza. Il confronto si fa e funziona se c'è rispetto dell'altrui parte; non abbiamo bisogno di Masanielli che, per tirare su un voto in più o un esproprio in meno, bollano come ‘incapaci' uffici, tecnici e Istituzioni sulla base di un devastante principio antiscientifico. Che oggettivamente può attecchire ma quasi mai l'urlare più forte o la demagogia sono foriere di cose buone".

 

"Ho ritenuto utile riconfermare tutto questo proprio alla luce del dibattito in corso sulla realizzazione di alcune importanti opere di viabilità, che vedranno la Provincia di Rimini comunque tirare le somme e decidere nei termini stabiliti in Valmarecchia, in Valconca o in ogni altra parte del territorio riminese".

 

"Mi si permetta infine un'aggiunta. L'andamento dell'assemblea di poche sere fa a Poggio Berni sui progetti della nuova viabilità in Valmarecchia, ha messo in evidenza il senso di responsabilità, la pazienza, la serietà, la capacità dialettica che non soccombe all'irruenza, dell'Assessore Soldati. Questa è la linea che terremo in analoghi contesti".

 

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