Rimini, voto contrario in maggioranza. Il sindaco apre la crisi: "Via due assessori"

Rimini, voto contrario in maggioranza. Il sindaco apre la crisi: "Via due assessori"

Rimini, voto contrario in maggioranza. Il sindaco apre la crisi: "Via due assessori"

RIMINI - La bufera sulla delibera ex Murri a Rimini si trasforma in un uragano che si abbatte sulla Giunta del sindaco Alberto Ravaioli. A seguito dei distinguo di alcuni consiglieri di maggioranza sull'approvazione del diritto di superficie per la ex colonia Murri, Ravaioli annuncia il pugno di  ferro: via gli assessori vicini o iscritti a Sinistra Ecologia Liberta'. "La grave frattura- esordisce il sindaco nella sua nota- che si e' consumata nel Consiglio comunale di ieri sera costituisce un  grave vulnus per della maggioranza che governa la citta'"

 

Il problema riguarda la delibera relativa alla colonia Murri, "con la quale si chiude finalmente  una ferita che era aperta da anni nella citta'". Sono i progetti per recuperare l'ex colonia Murri a Bellariva e "riqualificare" le aree limitrofe che a Rimini, uno dei capoluoghi regionali in cui in primavera si torna a votare per le amministrative, spaccano un centrosinistra gia' lacerato In particolare, considerato che Rifondazione da tempo e' di fatto fuori dalla maggioranza, e' "l'atteggiamento" dei consiglieri che fanno riferimento al gruppo di Sinistra Ecologia Liberta' che fa infuriare Ravaioli: "Con il loro voto contrario, rappresenta una spaccatura evidente con il programma di mandato e con la lealta' nei confronti di sindaco e maggioranza".

 

Dunque la sentenza: "Ritengo che gli assessori che non hanno gruppi di riferimento in maggioranza e si sono pubblicamente avvicinati al gruppo di Sel, e il riferimento e' all'assessore Vittorio Buldrini (al tempo nominato in quota Prc, ndr), da oggi non godono piu' della mia fiducia e sono invitati a

dimettersi". In caso contrario, promette Ravaioli, "saro' costretto nei prossimi giorni ad avviare gli atti di revoca delle deleghe affidate". Il "medesimo ragionamento" vale anche e soprattutto "per l'assessore che fa riferimento in maniera piu' specifica al gruppo di Sel, Andrea Zanzini, pur all'interno di un rapidissimo confronto in sede politica tra tutte le forze che compongono la coalizione di governo".

 

Il suo partito, il Pd, fa sapere di essere dalla sua parte e rimprovera coloro che, in chiave elettorale, cercano "briciole di visibilita'". Del resto, Ravaioli ieri sera in aula era stato chiaro nel chiedere "la fiducia" alla sua maggioranza: o siete con me o siete contro di me. Nel merito, la delibera (alla fine approvata) fissa un diritto di superficie per la ex Colonia Murri, necessario per far ripartire l'iter del piano particolareggiato e poi il cantiere, pari a sei milioni di euro. Il casus belli e' il motore immobiliare da 10 mila metri quadrati costituito dalle quattro 'torri' di appartamenti nell'area Ceschina.

 

Questi i risultati di giovedì sera al termine di una seduta a dir poco tesa: 20 voti favorevoli e 19 contrari con Fabio Pazzaglia del Pd, Eugenio Pari e Giorgio Giovagnoli di Sel che votano contro, Leandro Coccia (Pd) Savio Galvani (Prc) che si astengono. Per il Pd parla il segretario comunale Emma Petitti: "Consideriamo particolarmente grave il voto contrario alla delibera espresso da alcuni consiglieri di maggioranza, tra cui i rappresentanti di Sinistra e Liberta'. Una posizione inaccettabile e ingiustificabile che tradisce palesemente il mandato programmatico e gli accordi tra

partiti e con i cittadini".

 

"Il gioco delle tre carte, delle furbizie per ottenere briciole di visibilita', non e' nei piani e nell'orizzonte del Partito Democratico. Se una tavolozza di colori rappresenta meglio la complessita' della politica e della societa', e' altrettanto vero- rincara la dose con una metafora Petitti- che non si puo' dipingere con chi al posto dei pennelli ti passa dei coltelli affilati con lo scopo di distruggere la tela".

 

Il segretario comunale non esita ad entrare nel merito della delibera per rafforzare le sue tesi: "Con il voto di ieri sera si chiude definitivamente sul versante degli atti, il versante piu' scivoloso e infido, la 'vergogna della Murri'. Una ex colonia il cui recupero e' fermo dal 1991, impedendo per 20 anni a se stessa e all'intero quadrante di citta' intorno di fungere da naturale propulsore dello sviluppo  economico, sociale, estetico". Non manca una stoccata diretta ad Eugenio Pari, uno dei dissidenti di ieri sera: "Sull'accordo di programma della Murri hanno espresso parere positivo anche gli organi sovracomunali (la Provincia di Rimini, con l'allora assessore all'Urbanistica Eugenio Pari...) e la Regione Emilia Romagna".

 

Anche il capogruppo in Comune del Pd, Marco Agosta, non fa sconti: "La Murri diventa non il terreno di un costruttivo confronto dialettico in maggioranza, bensi' il terreno di un dissenso politico da marcare contestando ogni delibera". Murri "le cui delibere costitutive del 2006 e 2007 alcuni di loro (i dissidenti, ndr) le avevano gia' votate favorevolmente", nota Agosta.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di matteoni eugenio
    matteoni eugenio

    a proposito della murri ,credo sia arrivato il momento di cambiare politica / altrimenti rimaniamo come romania-/ rimini solo politica e non turismo >

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