Rimini Yacht, indagato anche un imprenditore ferrarese

Rimini Yacht, indagato anche un imprenditore ferrarese

Rimini Yacht, indagato anche un imprenditore ferrarese

RIMINI - Si allarga fino a Ferrara il 'pasticcio' scoperchiato dalle indagini della Procura di Bologna sulla Rimini yacht: l'imprenditore ferrarese P.F., infatti, il cui nome e' emerso nelle indagini per i suoi rapporti con il finanziere 'corrotto' M.P., e' ora indagato per corruzione. Questa mattina e' stato interrogato in piazza Trento e Trieste dal pm Antonella Scandellari alla presenza del suo avvocato, Filippo Sgubbi, che e' certo di aver "chiarito tutto".

 

A P.F. si e' arrivati dopo che, alla luce degli episodi di presunta corruzione che nel caso della Rimini yacht hanno portato a una verifica fiscale 'pilotata', il gup Pasquale Gianniti (nell'ordinanza con cui ha confinato ai domiciliari i quattro finanzieri e i due collaboratori di Giulio Lolli, il commercialista G.B e il ragioniere A.C) ha sottolineato l'esigenza di fare accertamenti su precedenti verifiche fiscali fatte dai quattro finanzieri sott'accusa e in particolare su quelle nei confronti di Mercatone Uno e Coop Italia.

 

E' proprio in questo ambito che viene alla luce la figura di P.F, il quale aveva stretti rapporti con il sottufficiale M.P. e che, secondo gli inquirenti, voleva vendere alle coop e a Mercatone Uno la sua linea di abbigliamento per bambini "Amore al cubo" e aveva anche intenzione di aprire 80 parafarmacie. Nell'ordinanza del gup, si parla di rapporti tra P.F., M.P. e un'altra persona, con cui ci sono piu' incontri, che e' il vice presidente di Coop Estense Tino Cesari.

 

L'obiettivo degli incontri sarebbe stato proprio quello di trovare una via per arrivare ai dirigenti di Coop Italia allo scopo di mandare in porto il 'piano' commerciale (parallelo alla verifica fiscale nei confronti della coop). Per l'avvocato Sgubbi, in ogni caso, l'interrogatorio di giovedì mattina ha chiarito ogni cosa.

 

"Ritengo che P.F. abbia chiarito, sotto ogni punto di vista, l'insussistenza di ogni accusa" afferma il legale. "Non c'e' mai stato passaggio di denaro e nessuna delle operazioni contestate e' mai andata in porto, ne' con Coop Italia, ne' con Mercatone Uno", ne' sul fronte della linea di abbigliamento ne' su quello delle parafarmacie. "Crediamo di aver chiarito in modo esaustivo che non c'e' stato nessun illecito". (Dire)

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