Rimini Yacht, quattro finanzieri agli arresti domiciliari

Rimini Yacht, quattro finanzieri agli arresti domiciliari

Uno degli yacht sequestrati

RIMINI - Nuovi sviluppi nell'ambito dell'inchiesta ‘Rimini Yacht' relativa alle truffe degli yacht ad opera di Giulio Lolli, scomparso nel nulla dal 17 maggio scorso. Il gip di Bologna, Pasquale Gianniti, su ordine del pm Antonella Scandellari, ha disposto gli arresti domiciliari per quattro militari del Nucleo di polizia tributaria di Bologna. Si tratta di due tenenti colonnello e due marescialli. Ai domiciliari anche il ragioniere della Rimini Yacht, A.C. di 42 anni.

 

Stesso provvedimento anche per G.B., commercialista ferrarese di 60 anni. Le ordinanze erano in realtà sette, ma il settimo è proprio Lolli tuttora latitante. Per lui il gip Gianniti aveva disposto il carcere. Altre persone sono indagate a piede libero per un coinvolgimento marginale nella vicenda. Secondo l'accusa, la verifica fiscale non solo fu pilotata, ma fu uno stratagemma escogitato da Lolli con la mediazione dell'ex generale della Gdf Angelo Cardile.

Quest'ultimo si è suicidato l'1 luglio durante una perquisizione per questa vicenda. Una verifica positiva sarebbe stata infatti equivalente a una certificazione di una situazione finanziaria buona, quando in realtà la società era in dissesto.

 

La società romagnola con base sede legale a Bologna è al centro anche di un'altra inchiesta coordinata dalla Procura di Rimini su una presunta maxi-truffa orchestrata da Lolli per cui diversi yacht (alcuni sono stati sequestrati) venivano venduti a più clienti. Per l'ipotesi accusatoria il titolare della Rimini Yacht e i sui consulenti, in accordo con i due ufficiali indagati e con la mediazione di Cardile passato da generale della Gdf a membro del cda della Rimini Yacht si sarebbero accordati per addomesticare la verifica fiscale in modo da non far emergere lo stato di difficoltà finanziaria in cui versava la societàromagnola.

 

L'intesa prevedeva, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, che i responsabili della Rimini Yacht fossero a conoscenza della data della verifica fiscale poi avvenuta nell'autunno 2009. I due marescialli del nucleo di polizia tributaria avrebbero poi svolto materialmente gli accertamenti. Tuttavia, per la Procura, non vennero eseguiti correttamente secondo un preciso schema.

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