Rimini, ''marea scura'' sull'Adriatico. Colpa della proliferazione delle microalghe

Rimini, ''marea scura'' sull'Adriatico. Colpa della proliferazione delle microalghe

L'avanzata della marea scura (foto tratta dal sito di Legambiente)

RIMINI - Da alcuni giorni l'acqua del mare, a ridosso della costa di Cattolica, ha assunto una colorazione bruno-rossiccia. Secondo quanto riferito dai bollettini della struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia Romagna, l'anomala "marea scura" è causata da un'intensa proliferazione di microalghe dovuta a cospicui apporti fluviali, del Po in particolare, con conseguente "fertilizzazione" da nitrati, fosfati e silicati dell'area nord-occidentale del bacino adriatico.

 

Questa catena di eventi ha portato ad un fenomeno di eutrofizzazione acuta con conseguente innesco di condizioni di ipossia e anossia dei fondali. Legambiente Emilia Romagna ha spiegato sul proprio sito che "si sono verificati anche fenomeni di spiaggiamento di pesce collegati a tali condizioni, e favoriti da un movimento verso la costa di acque profonde prive di ossigeno, spinte da venti spiranti da terra".


Secondo Legambiente si tratta di un evento "straordinario per il periodo in cui si è verificato, e per i territori coinvolti. Sono frequenti infatti i casi di anossia delle acque di fondo conseguenti a casi di eutrofizzazione, ma questi fenomeni si verificano prevalentemente nel periodo estivo autunnale e solo nei territori centro-settentrionali dell'Emilia-Romagna (in genere da Goro a Ravenna)".

 

Evidenziando che "è indispensabile tenere alta l'attenzione sulle problematiche collegate al Grande Fiume, nel quale si riversano tutti i carichi antropici provenienti dai territori", Legambiente  si chiede "cosa sarebbe accaduto se tale fenomeno si fosse manifestato nel periodo di maggio-giungo, e quali effetti avrebbe avuto sul turismo rivierasco, economia trainante della zona".

 

Una soluzione, concludono gli ambientalisti, sarebbero "politiche di bacino che consentano di trasformare il Po in una risorsa per tutti i territori toccati dal suo scorrere, e non una miniera d'oro da saccheggiare, attraverso assurdi progetti di bacinizzazione, escavazioni di ghiaia o progetti di siti nucleari".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Alighiero
    Alighiero

    Ora siccome il Pò è un fiume Padano, e la Padania non risulta un paese UE, quindi extracomunitario: fuori l'acqua extracomunitaria padana dai mari Italiani!.

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