RIMINI - ''Meditazioni riminesi'', domenica conversazione di Francesco Jaruta

RIMINI - ''Meditazioni riminesi'', domenica conversazione di Francesco Jaruta

RIMINI - Sarà proprio un filosofo della cultura e del’arte, nonché osservatore delle analisi di tendenza, lo spagnolo Francisco Jarauta, a condurre (in lingua italiana), domenica 11 marzo alle 17 nel teatro degli Atti di Rimini il quinto appuntamento con l’estetica contemporanea delle “Meditazioni riminesi” 2007.

Lo farà ripronendo in un diverso contesto (da quello del Festival della Filosofia di Modena dello scorso settembre) una particolare lettura di un’opera capitale di Pablo Picasso, una grande tela, di cui quest’anno si celebra il secolo di vita, che si trova al MoMa di New York e che fin dalla sua genesi, travagliatissima, pone il tema della transizione verso la nuova arte, “il mio primo quadro esorcista” dirà l’autore de Les demoiselles d’Avignon.


“Les demoiselles d’Avignon - dice Jarauta - fu dipinto nei mesi di giugno e luglio 1907, un secolo fa. Per molto tempo fu considerato, sulla base dell’interpretazione di Kahnweiler, all’origine del cubismo, ma recentemente sono emersi nuovi punti di vista, che permettono una lettura più complessa.

Critica alla concezione felice della pittura - rappresentata dall’opera di Matisse negli anni 1905-1907 - presenza sempre più attiva dell’arte africana e del “primitivismo” che l’accompagna, sperimentata da Gauguin e Apolinaire, rilettura di Ingres, sono alcuni degli elementi che si coniugano in quei mesi, dando luogo ad una delle opere fondamentali dell’arte del XX secolo. Lo studiare dello svolgimento dei lavori preparatori di questo quadro, l’analisi dei contesti estetici e critici del periodo, sono alla base della lettura che si propone di Les demoiselles d’Avignon”.


Francisco Jarauta è professore di Filosofía all’Universidad de Murcia, ha compiuto studi di storia, storia dell’arte e filosofia nelle università di Valencia, Roma, Münster-Westf., Berlín e París. Visiting-professor in numerose università europee e americane, i suoi lavori si indirizzano specialmente nel campo della filosofia della cultura, storia delle idee, estetica e teoria dell’arte. Fra le sue pubblicazioni si citano: Kierkegaard. Los límites de la dialéctica del individuo (1975), La filosofía y su otro (1977), Fragmento y totalidad: los límites del clasicismo (1988). Curatore di numerose pubblicazioni, si citano le più recenti: J. Ruskin, Las piedras de Venecia (2000), Poéticas/Políticas (2001), S. Mallarmé, Fragmentos sobre el libro (2001), Teorías para una nueva sociedad (2002), Desafíos de la Mundialización (2002), Nueva economía. Nueva sociedad (2002), Después del 11 de Septiembre (2003), L. B. Alberti, Momo o del Príncipe (2003), Oriente-Occidente (2003), Gobernar la globalización (2004), Escritura suspendida (2004), Pontormo, Diario (2006). Ha curato varie esposizioni internazionali, e più recentemente: Arquitectura radical (2002), Micro-Utopías. Arte y Arquitectura (2003) e Desde el puente de los años. Paul Celan – Gisèle Celan-Lestrange (2004). E’ stato vice-presidente del MNCARS, ed è attualmente membro del Centro Andaluz de Arte Contemporáneo e del Consiglio direttivo del IVAM (Valencia). Fa parte del Comitato scientifico di Iride, Experimenta, Pluriverso, Le Monde diplomatique, World Political Forum e della Scuola Internazionale di Alti Studi (Modena). Fa parte del gruppo Géo-philosophie de l’Europe ed è coordinatore del Gruppo Tánger. Dirige l’Observatorio de Análisis de Tendencias de la Fundación Marcelino Botín, la collezione Arquilectura e il comitato scientifico dell’ Istituto europeo di design (Madrid).

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Il ciclo, organizzato dalla Biblioteca Civica Gambalunga con il patrocinio dell’Istituto Italiano degli Studi Filosofici, è riconosciuto dall’Autorità scolastica quale occasione di aggiornamento. Ingresso libero. Info: Direzione Biblioteca Gambalunga, tel.0541704486.

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