Ris, Garofano respinge le accuse: ''Lavorato alla luce del sole''

Ris, Garofano respinge le accuse: ''Lavorato alla luce del sole''

Ris, Garofano respinge le accuse: ''Lavorato alla luce del sole''

ROMA - L'ex capo dei Ris, Luciano Garofano, si difende dalle accuse che lo vedono indagato dalla Procura di Parma per truffa e peculato e chiarisce nuovamente che le sue dimissioni dall'Arma dei Carabinieri "non hanno nulla a che vedere con l'inchiesta'' e che sono legate al suo trasferimento da Parma a Roma. Garofano, insieme ai suoi legali Eraldo Stefani e Daniele Carra, ha incontrato la stampa in un noto hotel della Capitale, in via Veneto.

 

E subito ha tenuto ad evidenziare che "nessuna consulenza è stata fatta dal mio Ris percependo soldi fuori dalle regole o utilizzando mezzi e attrezzature dell'amministrazione. o e i miei uomini del Ris abbiamo sempre lavorato alla luce del sole. Di 6.500 casi affrontati in un anno quelli a pagamento sono stati uno scarso 2% ed erano tutti autorizzati dal pm".

 

Il denaro percepito, ha spiegato, rappresentava una "salvaguardia per colmare gli stipendi dei carabinieri", ma soprattutto per rimborsare le spese per l'uso dei reattivi, delle polveri per le impronte, delle foto. Negli ultimi anni il Ris di Parma ha fornito consulenze per i principali delitti: dal caso Cogne al sequestro e omicidio di Tommaso Onofri, dal duplice omicidio Donegani al giallo di Garlasco.

 

Per dare risposte all'Italia, ha affermato Garofano, le stesse Procure con una delega mi autorizzavano a svolgere questa attività, ma "nessuno di noi ha mai percepito soldi che non poteva avere. Si è deciso di fare consulenze nell'orario d'ufficio, ma di queste nessuna è stata fatta percependo denaro. Tutto il nostro lavoro è stato fotografato severamente sui nostri registri che ho già esibito alla Procura militare. È stata una scelta per puntare all'efficienza, ovvero dare risposte esaustive in tempi contenuti".

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