Rispondono a un'e-mail e gli prosciugano il conto: 5 romeni arrestati

Rispondono a un'e-mail e gli prosciugano il conto: 5 romeni arrestati

Rispondono a un'e-mail e gli prosciugano il conto: 5 romeni arrestati

Centinaia di vittime e centinaia di migliaia di euro rubati da conti correnti bancari sul web. E' il risultato di una vasta truffa informatica scoperta della Polizia postale, che dopo una serie di denunce partite da Bologna è riuscita a risalire ad una organizzazione criminale che ha portato all'arresto di cinque persone tra Italia e Romania, e all'iscrizione di altri 9 individui nel registro degli indagati. A finire nella rete dei truffatori studenti e anziani.

 

Grazie al cosiddetto "pishing" (una tecnica della cyber-criminalità) i truffatori riuscivano a rubare dati e codici d'accesso ai conti correnti postali inviando via e-mail messaggi camuffati da comunicazioni delle Poste Italiane in cui venivano proposti nuovi servizi.

 

Acquisiti i dati, i malviventi prelevava denaro oppure lo smistava su su conti di prestanome consenzienti (ma anche di persone decedute) per poi spostarlo a sua volta in Romania, dove si trovavano il numero uno dell'organizzazione (un individuo pregiudicato per omicidio) e il "cervellone" informatico dove venivano incamerati tutti i dati rubati.

 

Cinque gli arresti tra cui il capo dell'organizzazione, un pregiudicato per reati gravi, tra i quali l'omicidio, catturato in Romania con l'ausilio dell'Interpol. Altri arresti sono stati effettuati nel veronese e a Livorno, nove gli indagati. Le frodi hanno raggiunto un giro d'affari per oltre un milione di euro.

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