Rocca San Casciano: con la ripresa nuove prospettive per "Cerindustries"

Rocca San Casciano: con la ripresa nuove prospettive per "Cerindustries"

L'azienda Cerindustries, risultata dalla fusione di Porcellana Rocca e  Cerdomus di Castelbolognese, potrebbe riaprire i battenti nello stabilimento di  Rocca San Casciano, se si verificasse una ripresa del mercato. E' quanto emerso  dall'ultimo incontro del tavolo istituzionale svoltosi l'altro giorno in Provincia a Forlì, con la partecipazione dell'assessore provinciale alle attività produttive Denis Merloni, del sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari, dei rappresentanti della proprietà, il presidente Luigi Bedeschi e il tecnico Zannoni, e dei sindacati di categoria. I presenti hanno concordato che al termine della cassa integrazione a maggio si terrà un altro incontro per fare il punto della situazione. Nel frattempo il presidente di Cerindustries Bedeschi ha assicurato che "la proprietà è disponibile a riaprire lo stabilimento di Rocca San Casciano, qualora si realizzassero le condizioni favorevoli del mercato, che attualmente è calato del 30%."

 

Commenta il sindaco, Rosaria Tassinari: "In caso di ripresa, abbiamo chiesto alla proprietà di riaccendere i due forni della fabbrica di Rocca al posto dei due che la stessa società ha ora chiusi a Castelbolognese, dove però ne funzionano sei". Attualmente dei 35 dipendenti dell'ex Porcellana Rocca al momento della chiusura, 28 dopo essere  andati da Rocca e Portico a lavorare a Castelbolognese, sono ora nuovamente in cassa integrazione. Ai dipendenti delle ex Porcellane Rocca si aggiungono i 278 operanti in Castelbolognese.  Per illustrare la situazione ai 28 dipendenti,  i sindacati di categoria Cgil-Cisl-Uil hanno annuciato un'assemblea.

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