Rocca San Casciano, il sindaco: "Non ci sono nuovi spazi per l'asilo"

Rocca San Casciano, il sindaco: "Non ci sono nuovi spazi per l'asilo"

Rocca San Casciano, il sindaco: "Non ci sono nuovi spazi per l'asilo"

ROCCA SAN CASCIANO - "Non è vero, come sostiene il gruppo consigliare di minoranza Insieme per Rocca, che la maggioranza consigliare e il sindaco, abbiano deciso di privare la comunità di Rocca di un'importante opportunità, cioè rinunciando alla seconda sezione nella scuola materna pubblica." Lo sostiene il sindaco, Rosaria Tassinari, rispondendo a una nota del gruppo consigliare di minoranza, precisando che "la decisione ultima spetta al dirigente scolastico provinciale", ex provveditorato.

 

Spiega il sindaco: "Mi è stato chiesto un parere sugli spazi nei locali della scuola materna e io non potevo che incaricare un tecnico, l'architetto Alberto Ridolfi, per le verifiche di legge. I risultati tecnici hanno concluso che gli spazi non ci sono e che le alternative non esistono, almeno nell'immediato, anche perché la scuola media non è agibile." Questa posizione è stata illustrata anche in una recente assemblea coi genitori, indetta dal dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Rocca.

 

Per il sindaco non si tratta di una scelta politica, come sostiene la minoranza, ma "puramente tecnica e di responsabilità di fronte alla sicurezza dei bambini e delle famiglie." Del resto fra i 9 bambini iscritti in più alla materna statale, alcuni si sono già iscritti alla privata delle suore. Spiega il sindaco: "Se alcune famiglie pongono il problema dei pagamenti della retta mensile, cercheremo di venire incontro a chi ha redditi più bassi." Il sindaco Tassinari concorda con la minoranza nel non favorire un clima di divisione fra i cittadini, invitando tutti "a non sfruttare per usi politici" argomenti importanti e delicati come la formazione dei bambini e la convivenza civile. Spiega il sindaco: "Anch'io ho sempre auspicato una convivenza aperta e leale tra le due scuole materne esistenti, quella pubblica e quella privata, per far sì che entrambe continuino a rendere quel servizio sociale alla comunità che finora hanno reso, lasciando ai cittadini la libertà di fare le scelte che ritengono migliori per i propri figli." 

 

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