Rocca San Casciano, pronti 400mila euro per il restauro del teatro comunale

Rocca San Casciano, pronti 400mila euro per il restauro del teatro comunale

ROCCA SAN CASCIANO - Durante l'ultima riunione, il consiglio comunale di Rocca San Casciano ha approvato il Documento Unico di Programmazione (Dup) che prevede, fra l'altro, un finanziamento per il restauro del teatro comunale: 240mila euro di fondi europei, attraverso la Provincia, e 160mila euro di fondi comunali. Il progetto è già pronto e i lavori per 400 mila euro dovrebbero partire entro l'anno e prevedono con questo finanziamento il restauro della facciata, la sistemazione della galleria e del controsoffitto.

 

Per completare i lavori, restano la sistemazione del palco, l'acquisto degli arredi e la predisposizione di un Museo della Romagna Toscana in locali annessi. "A questo scopo -spiega il sindaco, Rosaria Tassinari- abbiamo partecipato a un bando del ministero dei Beni culturali, il cui esito dovrebbe conoscersi entro l'anno. Inoltre, l'amministrazione comunale sta cercando altri fondi sfruttando tutte le possibilità, perché la struttura è indispensabile per l'attività culturale, sociale e ricreativa del paese."

 

Le origini del teatro risalgono al 1842, quando l'Accademia dei Riconoscenti di Rocca San Casciano, formata dai signori, intellettuali e professionisti, appoggiata anche dal Granduca Leopoldo II di Toscana, costruì a spese dei soci un "artistico teatro" o "teatro regio", su progetto dell'ingegner Francesco Violani Traversari di Portico. Il benemerito sodalizio scelse anche uno stemma: un girasole con il motto "Lo sguardo fiso in lui che mi diè vita". Vicino al teatro fu costruita anche la sede dell'Accademia, che per oltre 80 anni animò il teatro con manifestazioni teatrali, musicali e culturali. E' anche grazie a questo clima culturale che nel 1848 Federigo Cappelli, anima della Filodrammatica del paese, fonda la tipografia che porta il suo nome e che il figlio Licinio nella prima metà del Novecento trasformò in casa editrice nazionale.

 

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Attorno al teatro sorsero anche circoli culturali di varie tendenze politiche, che alla fine del XIX secolo erano cinque: repubblicano, monarchico "Savoia", socialista, cattolico e anticlericale. Il terremoto del 1918 distrusse in gran parte il teatro ottocentesco. Gli Accademici tentarono la ricostruzione, senza però riuscirci, tanto che la stessa Accademia si sciolse e del teatro rimasero le rovine. Fu ricostruito sullo stesso posto come si vede ora a metà degli anni Trenta, all'epoca del fascismo. Dopo la seconda guerra mondiale, il teatro divenne anche la sala Jolly del cinema fino agli anni Settanta. Nei primi anni del 2000 è stato dedicato a Vincenzo Muccioli.

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