Roma, giudizio immediato per lo stupratore rumeno

Roma, giudizio immediato per lo stupratore rumeno

ROMA – Era stato arrestato tre giorni fa dopo aver accoltellato e violentato una studentessa universitaria originaria del Lesotho (Africa del nord). Il rumeno Joan Rus, accusato di tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale, dopo esser entrato nella nottata di giovedì nel carcere di Regina Coeli, ha scagliato la propria rabbia contro la psicologa del carcere, ma l’uomo è stato immediatamente bloccato dalle guardie penitenziarie che l’hanno successivamente rinchiuso in una cella d’isolamento dove si trovata sorvegliato a vista.

Nessun pentimento. In silenzio e senza mostrare alcun segno di pentimento. Così si è mostrato ai Carabinieri della stazione Cassia che lo hanno arrestato, il romeno che ha ferito e violentato la studentessa universitaria del Lesotho all'uscita della stazione ferroviaria 'La Storta' a Roma. Colto in flagrante l'uomo "e' rimasto in silenzio tutta la sera - raccontato all’agenzia di stampa Adnkronos il comandante Stefano Ranalletta - Non ha mostrato nessun ravvedimento, ne' ha collaborato fornendo alcun tipo di informazione". Per il bruto si profila il giudizio immediato: il pubblico ministero Erminio Amelio sembra orientato a chiedere un processo in tempi rapidi

A salvare la ragazza ci hanno pensato due italiani, un meccanico di 53 anni e un tecnico di computer di 31, che, non appena hanno visto la giovane subire la violenza, hanno prontamente chiamato i Carabinieri.


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