Rubicone, 10 parole chiave per la salvaguardia del calzaturiero

Rubicone, 10 parole chiave per la salvaguardia del calzaturiero

Rubicone, 10 parole chiave per la salvaguardia del calzaturiero

FORLI' - Un centinaio di persone hanno partecipato lunedì alla serata promossa da Cna intitolata "Non facciamoci fare le scarpe", presso la Sala Allende di Savignano sul Rubicone. Il convegno è stato aperto dall'intervento di Roberta Alessandri, presidente provinciale di CNA Federmoda, che ha presentato dati interessanti sul comparto, elaborati da CNA, che hanno mostrato la fotografia di un settore che sta attraversando una fase di grande precarietà.

 

Situazione evidenziata dai dati sull'occupazione: nel 2009 gli assunti sono stati 96 contro un totale di 149 licenziati. E il dato ancora più significativo, nel senso che dà l'idea della precarietà del settore, è che sui nuovi assunti la percentuale dei contratti a tempo indeterminato è solo del 20%, segno di imprese che tengono duro ma non sono nelle condizioni di fare nessuna programmazione verso il futuro. L'intervento centrale è stato quello del direttore generale di CNA Forlì-Cesena Franco Napolitano che ha presentato la proposta di CNA: un Patto per la salvaguardia e la promozione del distretto calzaturiero del Rubicone da condividere con tutti gli attori coinvolti.

 

Per esporre i contenuti del Patto, Napolitano ha presentato un manifesto con 10 parole chiave: regole, nel senso della lotta all'illegalità e rispetto delle regole da parte di tutti; filiera, nel senso dell'importanza di preservare nella sua interezza la filiera sul territorio; tavolo tecnico, ossia la proposta di CNA di un tavolo tecnico permanente per stabilire criteri e regole a supporto del Patto per il Rubicone; grande impresa, che deve riconoscere il valore e la qualità delle imprese locali; equità, ossia riconoscere il giusto corrispettivo economico e stabilire tempi di lavorazione realistici e sostenibili; imprese locali, che operino in maniera modera e in rete; codice etico, che deve essere adottato da parte delle imprese, partendo dall'Impresa Etica del CISE; Cercal, come motore dello sviluppo e dell'innovazione dell'intero distretto; Amministrazioni locali, come garanti tra le parti; consapevolezza, ossia promuovere scelte di acquisto consapevoli da parte dei consumatori finali.

 

Sono stati numerosi gli interventi del pubblico, tra cui quelli degli amministratori che hanno mostrato di apprezzare la proposta di CNA e hanno dichiarato la loro disponibilità ad aderire al Patto, come il sindaco di San Mauro Pascoli. Significativo l'intervento del Prefetto Angelo Trovato, che ha espresso la sua grande soddisfazione per l'iniziativa di CNA ed ha raccontato l'impegno della Prefettura nel coordinare i numerosi controlli che sono stati fatti nel nostro territorio per contrastare quella sorta di delocalizzazione in loco che avviene quando i committenti assegnano parti della lavorazione ad aziende di nazionalità non italiana che lavorano qui senza rispettare le regole.

È così che si crea il fenomeno difficile da contrastare di un "falso made in Italy".

 

Ha parlato poi dell'importante lavoro di mediazione culturale verso le comunità straniere svolto dalle Amministrazioni comunali, che sta cominciando a dare dei frutti: se, prima, chi veniva trovato fuori dalle regole chiudeva l'attività, salvo poi riaprirla poco tempo dopo sotto altro nome, ora sono più frequenti i casi di ditte che scelgono di mettersi in regola. Il prefetto ha concluso, poi, ricordando la responsabilità delle imprese committenti, italiane, nell'individuare i propri partner e l'importanza del lavoro svolto dalla Camera di Commercio, e in particolare dal CISE, sul tema dell'Impresa Etica.

 

"Non possiamo che dirci estremamente soddisfatti del risultato di questa iniziativa - commenta Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena - anche se siamo ben consapevoli che si tratta solo del primo passo di una serie di azioni che, come CNA Forlì-Cesena e grazie all'aiuto di quanti vorranno collaborare, intendiamo realizzare per sostenere l'intera filiera".

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