Rubicone, la Cisl ribadisce il suo no alla sopressione del distretto socio-sanitario

Rubicone, la Cisl ribadisce il suo no alla sopressione del distretto socio-sanitario

Rubicone, la Cisl ribadisce il suo no alla sopressione del distretto socio-sanitario

CESENA - Venerdì prossimo la Cisl terrà un convegno sul futuro dei distretti socio sanitari a Savignano sul Rubicone presso la sala "Salvador Allende". "Tutti ormai sanno che siamo molto critici sul progetto di ridurre ad uno i due ambiti territoriali in cui è diviso il comprensorio cesenate per la programmazione e pianificazione dei servizi sociali e sanitari del territorio", dice il Segretario Generale Cisl Forlì - Cesena Antonio Amoroso.

 

Il convegno si pone l'obiettivo di contribuire ad elevare ed allargare la conoscenza della materia a più cittadini possibile, facendo in modo che ogni eventuale decisione politica venga presa in un contesto di maggiore consapevolezza di quanto è in gioco.

 

"Qui diamo solo alcuni elementi aggiuntivi a considerazioni già espresse: ci è stato detto che una delle ragioni per le quali si deve sopprimere un distretto è il numero degli abitanti che sarebbero pochi, un'altra è che ci sono troppi distretti rispetto ad altre province. Non è vero:

per quanto riguarda la popolazione sui 38 distretti che vi sono in Emilia Romagna, 17 distretti hanno meno abitanti del distretto Rubicone Costa e ben 26, ne hanno meno del distretto di Cesena valle Savio".

 

"Per quanto riguarda invece il numero di distretti per provincia il minimo per tutti è 3 esattamente come da noi, salvo Rimini (2) che ha un territorio che è meno della metà di tutte le altre province. Per il resto Reggio ne ha 6 Parma 4, mentre Modena e Bologna ne hanno addirittura 7", dice Amoroso.

 

"Se si arrivasse ad un distretto unico avremmo un distretto socio sanitario che sarebbe il 5° in regione per abitanti, preceduto solo da Bologna, Reggio, Parma, e Rimini ma con una differenza sostanziale questi hanno una superficie limitata e sono omogenei dal punto di vista demografico territoriale, e socio economico collocati tutti, in piena pianura padana. salvo Rimini".

 

"Il nostro futuro mega distretto è tutto il contrario, perché va dalla montagna al mare, ed è disomogeneo nei suoi aspetti demografici: indici di vecchiaia, consistenza delle fasce di età più giovani, caratteristiche dell'immigrazione, densità della popolazione, tipologie di imprese, flussi turistici, tutte questioni che richiedono approcci diversificati per la programmazione dei servizi sociali e sanitari".

 

" Esiste poi un'altra questione della quale nessuno parla perché è nota solo agli addetti ai lavori: Sul totale del fondo regionale sanitario che per l'Azienda di Cesena ammonta a 305 milioni, il 50,5% per un valore di 155 milioni circa va destinato all'Assistenza distrettuale. (Fonte: Delibera Giunta Regionale n. 234 del 2010). questi vanno aggiunti altri 18 milioni del fondo regionale per la non autosufficienza e altri 2 milioni circa del fondo per le politiche sociali di provenienza regionale o statale, più altre risorse che mettono direttamente i comuni che ora non siamo in grado di quantificare. Il sistema dei servizi socio sanitari è il campo principale nel quale i sindaci dovrebbero esercitare il governo di tutti questi soldi nel territorio di competenza, attraverso il distretto. Visto che non esiste potere senza soldi, non è la stessa cosa gestire distribuendo democraticamente potere agli eletti in modo diffuso nel territorio o in alternativa concentrare tutto in mano a pochi".

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