Ruby, il processo resta a Milano

Ruby, il processo resta a Milano

Ruby, il processo resta a Milano

Il processo sul cosiddetto 'caso Ruby', che vede imputato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi con le accuse di prostituzione minorile e concussione, resta a Milano. E' quanto ha stabilito il collegio della quarta sezione penale del capoluogo lombardo, presieduto dal giudice Giulia Turri, che ha rigettato le eccezioni di competenza funzionale e territoriale sollevate dai difensori del Cavaliere. L'ordinanza è stata letta lunedì mattina in aula.

 

Il tribunale di Milano è competente poiché la contestata a concussione non ricade sotto la competenza del Tribunale dei ministri. I legali avevano prospettato la tesi che non si possono scindere le funzioni di presidente del Consiglio dalla qualità di premier nella commissione del reato. Per quanto riguarda la competenza territoriale, i giudici hanno ribadito che per il codice di procedura penale "si radica nel luogo di consumazione del reato più grave".

 

I giudici hanno poi spiegato che la concussione è stata commessa a Milano perché l'"utilità perseguita" da Berlusconi telefonando al capo di gabinetto della questura per ottenere il rilascio di Ruby la notte tra il 27 e 28 maggio 2010 si è di fatto consumata negli uffici della questura in via Fatebenefratelli.

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