Ruby, telecamere vietate per il processo a Berlusconi

Ruby, telecamere vietate per il processo a Berlusconi

Ruby, telecamere vietate per il processo a Berlusconi

ROMA - Telecamere vietate per il processo per il cosiddetto "caso Ruby" che vedrà il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul banco degli imputati con le accuse avanzate dalla Procura di Milano di concussione e prostituzione minorile. E'stata infatti revocata l'ordinanza del presidente del collegio giudicante, Giulia Turri, che ammetteva come unica televisione la Rai, che si era impegnata a cedere le immagini alle emittenti di tutto il mondo.

 

Il provvedimento è stato firmato dall'avvocato generale dello Stato, Laura Bertolè Viale, e dal procuratore generale Manlio Minale, responsabili della sicurezza nel palazzo di giustizia di Milano. Saranno invece consentite le registrazioni audio. La decisione concorda con la posizione del procuratore capo Edmondo Bruti Liberati che si era espresso da subito contro la presenza delle telecamere in aula, anche per non influenzare le deposizioni dei testimoni.

 

A fotografi e operatori tv sarà vietato "per ragioni di sicurezza" anche l'accesso ai corridoi limitrofi all'aula del primo piano dove si svolgerà il processo a Berlusconi. L'unico processo al premier in cui sono ammesse le telecamere è quello sui diritti tv di Mediaset. Tuttavia, se il premier decidesse di partecipare all'udienza, in programma l'11 aprile, la procura generale potrebbe replicare il contenuto dell'ordinanza emesso in relazione al caso Ruby.

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