Russi: biomasse, 'missione' a Rende. Clan-Destino: "sarà una centrale verde?"

Russi: biomasse, 'missione' a Rende. Clan-Destino: "sarà una centrale verde?"

RUSSI - Il giorno 5 settembre una delegazione formata da Amministratori di Russi e di Ravenna sarà ospite della Powercrop in un "viaggio  turistico" organizzato per visitare la centrale a biomassa di Rende in provincia di Cosenza, gemella di quella che si vorrebbe costruire nel sito dell'Ex zuccherificio Eridania.

 

La Powercrop ha rilevato questo impianto nel dicembre 2006 dalla Legnochimica, azienda che nel corso degli anni pare abbia mietuto vittime tra i lavoratori  a causa dell'uso di sostanze quali l'acido tannico e i solventi che servivano per conciare le pelli e che negli anni 2002/2003 aveva riconvertito lo stabilimento in centrale a biomasse con il benestare dell'Unione Europea. Nonostante tale riconversione  l'azienda versava in una situazione finanziaria piuttosto critica  con gravi risvolti sull'occupazione tanto che nel passaggio di proprietà  risultavano confermati  solo 9 lavoratori. (dati ufficiali del Ministero).

 

Di questa vicenda se n'è più volte occupato un noto giornalista locale e collaboratore anche per RAI 3, Alfredo Iuliano, affermando che c'è stata di fatto una "riconversione di un danno al disastro ambientale che si sta consumando in questi anni" e definendo questo tipo di centrali "Truffe dannosissime per l'ecosistema". A suo dire,  in questo impianto "verrebbe sacrificata legna buona derivante da un disboscamento selvaggio, alberi ad alto fusto, oltre a legna che arriva importata da paesi in cui non si conosce come sia rilevato il tasso di inquinamento o contaminazione".  

 

Sempre secondo le sue affermazioni, in questo processo industriale non ci sarebbe "nulla di biologico" in quanto parrebbe che per facilitare la combustione, al legname verrebbero aggiunti "olii industriali" e altre sostanze quali il benzene.  Di quanto riportato sopra esistono reportage prodotti dallo stesso giornalista facilmente consultabili in rete in cui appare  anche come durante lo ore notturne dalla centrale,  situata nei pressi di un centro abitato, "ci sia una fuoriuscita abnorme di fumo nero e intenso accompagnato da "un odore acre e pungente". Tale situazione risulta ben diversa da come appare nella presentazione ufficiale della centrale stessa divulgata dalla Powercrop in cui vengono mostrati camini totalmente privi di emissioni di fumi e si afferma il totale rispetto dei limiti di inquinamento previsti dalla Legge.

 

La tanto vantata affidabilità di questo tipo di impianti, assicurata dai proponenti grazie all'utilizzo delle "migliori tecnologie disponibili" (bat),  non ha evitato che presso la ex-Legnochimica si verificassero episodi che hanno forse  messo a repentaglio l'incolumità e la salute dei cittadini.

 

Riportiamo le notizie date dalle agenzie di stampa locali nei giorni scorsi:

Il 21 agosto scorso un incendio, sulle cui cause sono in corso accertamenti, si è sviluppato nell'ex stabilimento della Legnochimica a Rende. Le fiamme hanno interessato l'area di stoccaggio di legname. Per spegnere l'incendio sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco. Dopo alcune ore di lavoro l'incendio è stato spento. Nella zona adiacente allo stabilimento si è sprigionato del fumo intenso. Già il 15 luglio scorso un incendio di vaste proporzioni, durato alcune ore si è sviluppato nello stesso stabilimento. Le fiamme avevano anche in quell'occasione distrutto centinaia di tonnellate di legname che si trovava nell'ex stabilimento. L'incendio, a causa del forte vento, aveva minacciato anche alcune abitazioni che si trovano a poca distanza dall'area della 'Legnochimica'.

 

Per spegnere le fiamme sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco e due elicotteri della protezione Civile unitamente a dei Canadair. Una equipe di tecnici dell'agenzia ambientale della Calabria (Arpacal) si è recata nell'area dell'ex stabilimento Legnochimica  dove hanno effettuato un sopralluogo per appurare la natura del materiale incendiato e le possibili conseguenze in termini di emissioni in atmosfera.

 

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