Russi: bocciato il referendum sulle centrali a biomasse

Russi: bocciato il referendum sulle centrali a biomasse

RUSSI - La Commissione dei tre saggi nominata per verificare l'ammissibilità del referendum proposto alla cittadinanza di Russi sulla centrale a biomasse (prevista in luogo dell'ex zuccherificio Eridania), in data 5 marzo ha emesso il suo verdetto. Il sindaco Pietro Vanicelli ha portato il verbale della Commissione all'incontro dei capi gruppo consiliari svoltasi ieri sera, giovedì 19 giugno, in Municipio, in previsione della prossima seduta di Consiglio comunale convocata per giovedì 26 giugno ore 19. In consiglio, le determinazioni conseguenti a questo verbale sono previste al punto 11 dell'ordine del giorno.

 

I saggi hanno concluso che "Dall'esame dello stesso (il testo del quesito referendario) rileva che la formulazione non risponde a quanto previsto dal secondo comma dell'art. 22" del regolamento degli istituti di partecipazione popolare. E lo dichiara "non ammissibile".

Questo è il testo del quesito referendario:

Ritieni tu opportuno che il Comune di Russi dia il proprio assenso alla realizzazione di una potente centrale per la produzione di energia elettrica alimentata a combustione di biomasse o assimilabili, nonostante che questi prodotti non siano integralmente disponibili sul territorio comunale e nonostante il parere contrario manifestato dalle locali associazioni degli agricoltori?"

 

I lavori della commissione si sono svolti in due sedute, il 15 e il 24 maggio. Nella prima occasione i saggi hanno evidenziato la necessità di approfondire la conoscenza dell'argomento con un confronto diretto con i tecnici degli Uffici comunali. Nella seconda, analizzato il testo del regolamento degli istituti di partecipazione popolare, il testo del quesito e le informazioni acquisite presso gli uffici, si è espresso il giudizio di non ammissibilità del referendum con le seguenti motivazioni:

-                      reca all'inizio del secondo rigo l'espressione "potente centrale". L'aggettivo "potente", considerata la sua natura indefinita, non offre ai soggetti che si devono esprimere in merito l'esatto valore del realizzando impianto, valore che deve essere espresso nei termini previsto dall'ipotesi progettuale, onde non indurre in valutazioni distorte o erronee;

-                      il quesito afferma che la centrale è alimentata a combustione di "biomasse o assimilabili". Anche tale formulazione, considerata la sua genericità nel termine "assimilabili", non individua con esattezza la materia usata per la combustione;

-                      l'ultima parte del quesito "nonostante che questi prodotti non siano integralmente disponibili sul territorio comunale e nonostante il parere contrario delle locali associazioni degli agricoltori" non è congruo rispetto a quanto più volte citato art. 22 comma secondo in quanto non concretizza la sinteticità e chiarezza come richiesta dalla norma regolamentare.

 

Ricordiamo che i tre saggi, scelti per la loro esperienza in fatto di diritto amministrativo, sono la dottoressa Anna Maria Dellacasa Bellingegni, il dottor Amedeo Pensierino e il dottor Antonio Fantoni.

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