Russi, Centrale Power Crop: in piazza per "fermare un progetto sbagliato"

Russi, Centrale Power Crop: in piazza per "fermare un progetto sbagliato"

RUSSI - "Nonostante il Comune di Russi, la Provincia di Ravenna e la Regione Emilia Romagna siano ancora dell'idea di portare avanti un progetto che non convince e non condivide nessuno; cittadini, agricoltori, ambientalisti domenica scendono di nuovo in Piazza a Russi dalle 9 alle 13 per ricordare a tutti, Sindaco di Russi in testa, che prioritarie sono la tutela della salute, del territorio, delle produzioni agricole e non i soldi elargiti dall'industriale di turno per avere il via libera a fare i propri affari milionari sul nostro territorio per i prossimi 20 anni".

 

Lo si legge in una nota di Coldiretti, Cia, Apimai, Clandestino, Art. 32, WWF, Italia Nostra, Legambiente "uniti per salvare un territorio, per tutelare la salute dei cittadini (a cui nessuno ha spiegato la problematicità del progetto), per difendere l'agricoltura di qualità".

 

Fino ad oggi a poco sono valsi: ricorsi al TAR, centinaia di osservazioni in Regione, azioni di tutela legale messi in campo dalla maggioranza dei cittadini russiani e degli agricoltori del comprensorio per fermare un progetto che non possiede nulla di positivo; occupazione compresa, in quanto non è in grado di offrire altro che poche decine di posti di lavoro.

 

"Una mobilitazione - affermano gli organizzatori - che nasce dal sacrosanto diritto dei cittadini di lottare per la qualità del loro futuro e per difendersi dalle reiterate decisioni sbagliate che gli amministratori stanno prendendo sulle loro teste".

 

"Per quanto riguarda le biomasse da bruciare " - aggiungono gli Agricoltori - non ci sono i contratti e le affermazioni di Power Crop circa l'utilizzo di materiale forestale (da portare dalla montagna a Russi con migliaia di camion) a dire poco rasenta il ridicolo".

 

"Domenica prossima - concludono gli organizzatori - saranno presenti anche molti cittadini e personalità dei comuni limitrofi, che finalmente hanno deciso di prendere posizione contro un progetto che rischia, se non fermato in tempo, di essere una bruttissima pagina di storia contemporanea".

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