Russi, question time di Bazzoni (pdl) sulla centrale a biomasse

Russi, question time di Bazzoni (pdl) sulla centrale a biomasse

RAVENNA - Il progetto per la costruzione di una centrale a biomasse a Russi, nell'area dell'ex zuccherificio Eridania, è stato martedì oggetto di discussione in aula durante il question time. Gianguido Bazzoni (Pdl) ha chiesto di conoscere a che punto sia la procedura per la valutazione di impatto ambientale e se la Regione intenda tenere conto della diffida presentata da un'associazione nella quale, alla luce delle recenti linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili", si chiede una moratoria all'autorizzazione dei progetti, in attesa che con un adeguamento della normativa regionale si definiscano le aree inidonee all'installazione di ogni tipo di impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come recentemente fatto per il fotovoltaico. 

La procedura di valutazione di impatto ambientale, iniziata il 28 agosto del 2008, dopo un lungo iter si è conclusa il 28 febbraio 2011 con la firma del rapporto ambientale per la Via e il verbale per l'Autorizzazione unica da parte di tutte le amministrazioni presenti. È quanto ha riferito l'assessore alle attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, precisando che il progetto del polo energetico per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, sviluppato da Powercrop, del gruppo Maccaferri, intende riconvertire la filiera bieticolo-sacccarifera in una agroenergetica ed è costituito essenzialmente da una sezione a biomasse solide, una sezione a biogas, un impianto fotovoltaico ed un elettrodotto per il collegamento della centrale alla rete elettrica nazionale.


I cittadini sono stati sempre informati sullo stato di avanzamento della procedura, potendo visionare gli elaborati presentati dalla Powercrop. Sono state infatti presentate più di 750 osservazioni, poi prese in considerazione sia dal proponente sia dalla Conferenza dei servizi. Il progetto autorizzato dalla Conferenza dei servizi prevede che l'impianto per la produzione di energia elettrica da biomassa solida applichi le migliori tecniche disponibili (MTD) previste a livello europeo e nazionale e impone il rispetto dei limiti emissivi con concentrazioni minori di quelli previsti dalla norme nazionali.

 

Il rapporto ambientale, ha precisato l'assessore, ha risposto alle osservazioni presentate dai cittadini imponendo al progetto 133 prescrizioni di carattere programmatico, progettuale ed ambientale. Prescrizioni alle quali il proponente ha già comunicato che non ha nulla da eccepire. Tra queste le più significative riguardano: il combustibile utilizzato nella centrale (solo biomassa vegetale di cui dovrà essere registrata tipologia e provenienza), l'approvvigionamento (che dovrà avvenire nel raggio di 70 km), i "restrittivi" limiti emissivi in atmosfera, la redazione di un report mensile dei dati medi giornalieri del sistema di monitoraggio di emissioni da pubblicare sul sito dell'azienda.


Muzzarelli ha poi sottolineato alcune cifre sulla realizzazione dell'impianto che restituiscono la realtà, soprattutto occupazionale, che riguarderà il territorio circostante: costo dell'investimento previsto da Powercrop 120 milioni di euro, persone che lavoreranno nel cantiere (durata massima di 3 anni) circa 150-200 al giorno. La coltivazione prevista per l'approvvigionamento delle biomasse sarà di circa 9000 di ettari di campi coltivati a pioppo e 400 coltivati a cereali. Prevista inoltre la formazione di oltre 100 posti di lavoro per le attività indirette della centrale (esclusi gli agricoltori) al cui interno ci saranno 30 addetti, riassumendo i lavoratori ex Eridania.


Vista la compatibilità ambientale e pianificatoria, il totale rispetto della normativa vigente, le prescrizioni restrittive imposte dalla Conferenza dei servizi e l'indotto occupazionale, - ha sottolineato l'assessore - il progetto è stato ritenuto dalla stessa Conferenza meritevole di approvazione e la Giunta regionale ha approvato la delibera di Via e di Autorizzazione unica nella seduta di lunedì 28 marzo 2011.

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Per quanto poi concerne la diffida citata da Bazzoni, Muzzarelli ha riferito che "non si ritiene di tenerne conto e di fissare una moratoria sull'autorizzazione dei progetti in quanto non sussiste un obbligo delle Regioni di dotarsi di una diversa disciplina per la localizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, rispetto a quella contenuta nelle linee guida del decreto del 10 settembre 2010". La Regione tuttavia, anche se non obbligata - ha concluso l'assessore - ha costituito un tavolo tecnico che potrebbe portare alla elaborazione di tali linee guida a livello regionale.

Non soddisfatto della risposta, Bazzoni ha accusato la Giunta di aver voluto fare una "forzatura" in un sito che, - ha detto - per valori ambientali, per la vicinanza all'abitato, per la scarsa valorizzazione delle colture della zona, non si prestava a tal fine, soprattutto con quelle dimensioni. "Continuerò il mio impegno a fianco della gente di Russi - ha assicurato il consigliere - per trovare tutte le strade che impediscano questa realizzazione".

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