Saludecio, Comune contro la Provincia: ''Variante a prg è indispensabile''

Saludecio, Comune contro la Provincia: ''Variante a prg è indispensabile''

SALUDECIO - "Apprendiamo con dispiacere che la Provincia intende far annullare una variante urbanistica che riteniamo non solo perfettamente motivata, ma soprattutto indispensabile per dare strutture e servizi ad una frazione del nostro paese importante, densamente abitata e finora quasi totalmente priva di servizi collettivi, e che non è mai stata oggetto di interventi di valorizzazione e di messa in sicurezza". E' la risposta della giunta comunale di Saludecio alla notizia diffusa ieri dalla Provincia di un ricorso al Tar contro la delibera varata dal Comune di Saludecio.


"La variante contestata ha lo scopo ben preciso di rispondere alle esigenze di una gran parte della popolazione residente a S. Maria del Monte e S. Rocco - spiega l'Amministrazione di Saludecio -, che da anni chiedono un marciapiede ed una rotatoria nelle loro frazioni, ed un’area verde adatta ad una zona residenziale in piena espansione, dove trovano spazio al momento giovani coppie e famiglie con figli piccoli che cercano qualità del vivere trasferendosi in collina. Noi vogliamo dare servizi e qualità agli abitanti vecchi e nuovi, realizzando un quartiere con villette quadrifamiliari, a soli due piani, dotate di verde privato e pubblico".


Per poter costruire le case, i proprietari dell’area dovranno realizzare anche un parco pubblico di circa 6.500 mq, finanziare la realizzazione di un marciapiede di circa due chilometri e mezzo lungo la provinciale che attraversa tutta le frazioni di S. Maria del Monte e di San Rocco, collegando i due centri e rendendo finalmente sicuri gli spostamenti per chi si muove a piedi. "L’area non ha vincoli ambientali, paesaggistici o idrogeologici - fa notare la giunta comunale -, è una delle poche aree nel nostro territorio che non ha vincoli di alcun tipo, si presta all’espansione residenziale decisamente di più rispetto ad altre aree rese edificabili in passato; inoltre la zona è servita da due strade provinciali, ed è dotata di tutti i servizi necessari all’edificazione".


"Nel comunicato stampa diffuso dalla Provincia si dichiara che le motivazioni tecniche per la variante non sono sufficienti - rilancia il Comune di Saludcio -, tuttavia queste considerazioni a nostro avviso esulano dalle competenze dell’Amministrazione Provinciale, trattandosi di una materia che, da sempre, è di piena competenza dei Comuni, i quali conoscono da vicino non solo il territorio, ma anche le persone che lo abitano e le loro esigenze".


L'Amministrazione comunale concorda sul fatto che la variante "aumenta il numero di abitanti potenziali, per circa trecento persone", ma ci tiene a sottolineare come per contro "diminuisce anche l’indice di costruzione nelle zone edificabili, con l’obiettivo non solo di “risparmiare” dei metri quadrati di edificazione, ma soprattutto di ridurre la densità delle nuove costruzioni. La legge urbanistica regionale dà facoltà ai Comuni di approvare delle varianti urbanistiche con procedure accelerate, purché la quantità di nuova edificazione non superi la quota del 6% dell’edificazione potenziale già prevista, ed è questo il caso della nostra variante".


"La necessità di concentrare l’edificazione in alcuni quartieri, ben pianificati e dotati di verde e servizi - prosegue l'analisi del Comune -, è nata dall’osservazione dei danni provocati dalle costruzioni a macchia di leopardo, procedendo per zone di completamento dove i privati hanno solo benefici economici, e non hanno l’obbligo di realizzare opere di interesse ed utilità pubblica".

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Dunque nessun pentimento per Saludecio, anzi. "Siamo convinti che questa sia la strada per costruire correttamente nel nostro territorio - conclude l'Amministrazione comunale -, pianificando piccoli quartieri dove è necessario realizzare le infrastrutture prima degli edifici, strada peraltro già indicata dalla Provincia stessa all’atto dell’approvazione dell’ultimo piano regolatore generale del comune, datato 2004".

> Il ricorso della Provincia

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