SALUTE - In Emilia-Romagna è boom per il mercato del benessere

SALUTE - In Emilia-Romagna è boom per il mercato del benessere

BOLOGNA - In Emilia Romagna è vero e proprio boom per il mercato legato al benessere, settore sempre più preso d’assalto dai consumatori. Una crescita che dal 2002 ad oggi, è stata del 63%, performance che pone la nostra regione, per indici di produzione e servizi e numero di imprese, al terzo posto in Italia. Contemporaneamente, l’invecchiamento demografico, lo sviluppo di nuove tecnologie e la più generale ricerca della salute, hanno determinato tassi di crescita della filiera della sanità, più elevati di quelli registrati dal complesso delle attività produttive, tanto che, se nel 1996, l’incidenza sul PIL risultava del 4, 9%, nel 2004, saliva al 5, 6%, con un aumento medio annuo della produzione pari al 4%.


Cura del corpo e forma fisica, sono dunque esigenze percepite da un numero sempre maggiore di persone; si stima che in Emilia Romagna la somma pro-capite spesa, sia in media 1200 euro all’anno e che una famiglia destini non meno di 65 euro mensili per la cura personale. Ad investire sul proprio benessere, è un pubblico sempre più eterogeneo, per sesso, età e reddito. La qualità della vita è vista come un punto fermo; un modo di vivere più salutistico è divenuto un obiettivo da perseguire.


La CNA, che regionalmente rappresenta oltre 10.000 operatori ed imprese, tra le quali 1.375 attività riconducibili al segmento sanitario, intende colmare il vuoto normativo esistente in Emilia Romagna; proprio per questo ha predisposto un apposito progetto di legge regionale presentato questa mattina ai gruppi consiliari della Regione, all’assessore regionale alle attività produttive, Campagnoli ed alla stampa.


“La nostra iniziativa – ha spiegato Gabriele Morelli, segretario di CNA Emilia Romagna – intende mettere ordine tra tutte quelle attività riconducibili alla sfera del benessere. Il punto, infatti, è che non esistono regole che definiscano, l’esatta determinazione delle attività e delle professionalità riconducibili a questo comparto”. Attualmente, tendono a riconoscersi nel benessere, attività, ambienti, servizi e prestazioni alla persona in cui gli utenti possono trovare risposte alle proprie esigenze di stare meglio in termini psico-fisici e di aspetto estetico. Dai saloni di acconciatura ed estetica, alle palestre e centri fitness, ai centri benessere che racchiudono un insieme sempre più ampio di servizi, fino a ricomprendere anche attività alberghiere e di ristorazione, di cura della salute e di svago, fino alle stesse attività ausiliarie e sanitarie non mediche, le attività imprenditoriali si moltiplicano.

“Una situazione estremamente diversificata, creatasi sulla scia di una crescita quasi vertiginosa della richiesta di servizi che fino a qualche anno fa non considerati indispensabili, sono oggi percepiti come necessari, parte integrante delle abitudini quotidiane, tanto che - ha sottolineato Morelli – nel nostro attuale modello di vita, un fisico in forma ed un aspetto ben curato, sono ritenuti sinonimi di buona salute. Ma un’offerta così variegata e non regolamentata, determina anche disorientamento nell’utenza. Il pubblico è frastornato e, mentre aumentano esigenze, capacità di spesa, tempo libero e mobilità da parte dei consumatori, l’offerta tende, spesso, a divenire di bassa qualità perché costruita su scarsa professionalità e con pochi investimenti in tecnologie dedicate, senza pratiche professionali basate sulle evidenze dei risultati”.


Il progetto di legge regionale messo a punto da CNA si propone proprio di fare chiarezza, definendo una normativa che superi l’attuale situazione nella quale vi sono attività che operano nella sfera del benessere in una assoluta confusione di professionalità ed interventi che producono commistioni di prestazioni a qualità e contenuto fortemente differenziato.

“Chiunque, infatti – ha precisato Daniele Dondarini, responsabile regionale di CNA Benesseree Sanità – può oggi qualificarsi come operatore del benessere, senza che sia richiesta nessuna qualità specifica per stabilire se le prestazioni fornite agli utenti, risultino o meno appropriate. La CNA intende riconoscere i contenuti specifici del benessere a precise attività: quelle di estetica, delle attività motorie, delle tecniche bionaturali ed olistiche, per un comparto che in Emilia Romagna potrebbe contare 800 palestre, 700 centri di estetica, 1.000 centri benessere e circa 1.200 centri idropinici ed idrotermali e, nella prospettiva del riconoscimento dei profili professionali nel campo del bionaturale, altri 500-600 operatori”.


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