Salute: in Emilia-Romagna è l'Alzheimer la patologia più diffusa tra gli anziani

Salute: in Emilia-Romagna è l'Alzheimer la patologia più diffusa tra gli anziani

Gli ultra sessantacinquenni in Emilia Romagna rappresentano il 22,7% della popolazione residente. È l'Alzheimer una delle patologie più diffusa tra gli anziani, una forma di demenza che interessa una riduzione delle capacità cognitive associata ad una modificazione del comportamento.

 

A tracciare questo quadro è l'Ordine degli Psicologi della Regione Emilia Romagna che sottolinea la necessità di fornire aiuto materiale e cure non solo mediche in risposta all'incremento di bisogni assistenziali differenziati e complessi.

 

"Le scelte della Regione che partono dal Piano di azione per gli anziani - spiega Manuela Colombari, Presidente dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna - devono essere sostenute dal contributo che gli psicologi possono offrire e che si concretizza in due campi diversi, quello diagnostico e riabilitativo diretto all'anziano e quello di supporto al nucleo familiare".

 

In seguito all'istituzione dei Consultori per le Demenze, promossi con una delibera della Regione (2581/99) per facilitare la diagnosi e la presa in carico dei paziente, si è introdotta la valutazione neuropsicologica e molti studi hanno evidenziato un ulteriore bisogno di supporto psicologico, finalizzato a rallentare l'evoluzione delle patologie neuropsicologiche dell'anziano, riducendone l'impatto sulla capacità di autonomia della persona.

 

Fra le varie funzioni che uno psicologo può offrire c'è anche la valutazione dei bisogni dei familiari che possono riguardare la conoscenza della malattia, la rete dei servizi, le strategie di gestione maggiormente efficaci ma anche competenze relative alla gestione delle emozioni e all'elaborazione della perdita. Gli strumenti utilizzati sono, oltre al colloquio clinico, anche gli incontri di informazione/formazione, i gruppi terapeutici e quelli di auto-aiuto.

 

"La realtà di oggi - prosegue la Colombari - riflette un'immagine dell'anziano come mero ‘costo sociale'. Contrariamente agli stereotipi sociali, invece, l'invecchiamento non deve essere inteso come una perdita delle funzioni. Diversi studi dimostrano, al contrario, che nell'anziano sono preservate alcune capacità superiori anche a quelle dei soggetti adulti. Come negli anni passati all'anziano - conclude il Presidente Manuela Colombari - andrebbe riconosciuto un ruolo in ambito familiare e sociale". 

 

Di questi temi si parlerà domani sera, giovedì 24 luglio 2008, nell'ambito della trasmissione "Decoder" in onda alle ore 21.00 su Telesanterno.

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