Salute, in Italia c'è sempre l'ombra dell'epatite B

Salute, in Italia c'è sempre l'ombra dell'epatite B

Non facciamoci ingannare dalla scarsa ‘pubblicità' che questa malattia ha nel nostro paese: l'epatite B è sempre in agguato anche in Italia, ed è il tipo di infiammazione del fegato più comune e più pericolosa. E d'altra parte i numeri relativi al virus parlano da soli: in Italia si calcola che i portatori dell'Hbv siano ben 700mila, molti dei quali in età adulta, e cioè in particolare coloro che non hanno ricevuto la vaccinazione divenuta poi obbligatoria alla fine degli anni 80. E infatti tutti coloro nati dal 1980 in poi sono considerati ‘immuni' dal pericoloso virus.

 

"Molto è stato fatto agli inizi degli anni '90 - ha ricordato Daniele Prati, segretario dell'Associazione italiana per lo studio del fegato -  grazie alla campagna di vaccinazione per i neonati. Ma con il tempo l'attenzione sui rischi e sulle forme di contagio si è affievolita, anche a causa dell'allarme Hiv".

 

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"Oggi - ha proseguito Prati - occorre ricominciare a sensibilizzare la popolazione su cos'è l'epatite B e su quali sono i rischi se non viene trattata: se pensiamo che le morti per malattie del fegato sono 20 mila ogni anno contro le circa 200 causate dall'Aids, ci si rende conto delle dimensioni del problema".

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