SALUTE - l'uso dei farmaci come prevenzione delle emorragie delle prime vie digestive

SALUTE - l'uso dei farmaci come prevenzione delle emorragie delle prime vie digestive

FORLI’ - Non sempre un risparmio in termini di spesa farmaceutica è sinonimo di appropriatezza delle cure. E’ il monito lanciato dalla Società italiana di Endoscopia Digestiva, da un cui studio su pazienti ricoverati per emorragie delle prime vie digestive è emerso come la mancata prescrizione di farmaci gastroprotettivi in associazione a quelli gastrolesivi abbia causato un aumento dei costi per ricoveri, interventi chirurgici e terapie ad alta intensità nettamente superiore al risparmio farmaceutico ottenuto. Ancor più grave, poi, l’aver riscontrato in tali pazienti un tasso di mortalità fra il 5%, a livello nazionale, e il 10%, a livello forlivese.


Alla ricerca, condotta nell’ambito del progetto “Prometeo”, ha partecipato, insieme ad altri 10 centri italiani, anche l’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”. L’Unità diretta dal professor Enrico Ricci, presidente eletto della Società italiana di Endoscopia digestiva, ha raccolto i dati relativi a 900 pazienti ricoverati nel reparto per emorragie alle prime vie digestive, ovvero stomaco, esofago, duodeno, nei primi sei mesi di quest’anno.

«Dall’indagine – spiega il direttore - è scaturita la fotografia esatta di ciò che accade in ospedale per questo tipo di patologia». Per ogni paziente, sono state registrate infatti malattie avute o in corso, terapie effettuate, farmaci assunti, ed esito dell’endoscopia operativa.


«Il primo dato rilevante emerso è che l’80% dei pazienti ricoverati per emorragie delle prime vie digestive presenta almeno un’altra malattia, nella maggior parte dei casi di tipo cardiovascolare, col 5% che ne ha addirittura nove concomitanti – illustra il professor Ricci – quello in questione, dunque, è un soggetto per lo più anziano, come dimostra l’età media di 73 anni, maschio, con un’incidenza pari al 66%, e che assume molti farmaci».

La maggior evidenza suggerita dallo studio riguarda proprio la modalità di utilizzo dei farmaci. «La quasi totalità del campione fa uso solo di gastrolesivi, ad esempio antinfiammatorio e aspirina, con appena il 17% a livello nazionale e l’11% a livello locale che assume anche gastroprotettori – interviene il professor Ricci – ciò significa che l’83% dei pazienti su scala nazionale e ben l’89% su scala locale è affetto da emorragie alle prime vie digestive ma non fa uso di farmaci gastroprotettivi. Siamo davanti a un caso esemplare di appropriatezza in negativo: ci sono farmaci che vanno prescritti e non lo sono».

Tutto ciò si traduce quindi in un «finto risparmio». «Le emorragie digestive provocate dalla mancata assunzione di farmaci gastroprotettivi causano una spesa successiva per ricoveri, interventi chirurgici e terapie ad alta intensità nettamente superiore alle economie ottenute in precedenza – illustra Ricci – non dobbiamo poi dimenticare i costi sociali, con una mortalità del 5% a livello nazionale e del 10% a livello locale per questo tipo di malattie. Sono dati preoccupanti, su cui tutti i medici, sia specialisti sia di Medicina Generale, devono riflettere: d’ora in poi, quando ci si trova a prescrivere terapie con farmaci gastrolesivi, bisogna accompagnarle sempre con l’uso di farmaci gastroprotettivi, soprattutto in pazienti anziani con patologie multiple». Considerazioni che valgono in modo particolare per la realtà forlivese, dove solo «l’11% pratica gastroprotezione».


Gli esiti dello studio sono stati presentati in anteprima nazionale sabato 17 novembre in occasione del convegno “Sanguinamenti del tratto digestivo superiore non varicosi: stato attuale, linee guida e prevenzione”.

«Prima di questa ricerca non esisteva alcun dato relativo a questa problematica – annuncia il professor Ricci – ora, intendiamo proseguire il percorso intrapreso, raccogliendo nuove evidenze e monitorando la situazione».


Al progetto Prometeo, quest’anno, hanno partecipato, oltre al centro di Forlì, quelli di Novara, Bolzano, Rho-Garbagnate di Milano, Trieste, Crema, Roma, Siena, Torre del Greco, Cosenza, Castellana Grotte, Palermo, Cagliari, ai quali nel 2008 dovrebbero aggiungersi altre realtà.

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