Salute, malattie del fegato: prevenire è meglio

Salute, malattie del fegato: prevenire è meglio

CESENA - Malattie del fegato, attenzione ai primi campanelli di allarme. Il monito arriva dal dott. Paolo Pazzi, direttore dell'Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'ospedale Bufalini di Cesena. Spesso sottovalutate, le malattie epatiche sono estremamente diffuse e costituiscono una causa rilevante di mortalità. Nel 2010 quasi la metà dei ricoveri ordinari e oltre i due terzi di quelli in day hospital effettuati in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva sono stati dovuti alle malattie del fegato. In particolare, è la cirrosi epatica la singola causa di ricovero più frequente, sia in degenza ordinaria (16%) che in day hospital (39%). 

 

Le principali cause di malattia epatica sono rappresentate dai virus dell'epatite C e B, e  dall'abuso di bevande alcoliche, ma esistono anche patologie epatiche meno frequenti, in particolare quelle cosiddette di tipo autoimmunitario. Si tratta di malattie nelle quali il sistema immunitario produce anticorpi contro i nostri stessi organi (in questo caso il fegato o parti di esso), causando così infiammazione e morte delle cellule epatiche. La casistica che viene seguita al Bufalini (in particolare di forme relativamente rare quali la cirrosi biliare primitiva) è tra le più consistenti in regione ed è uno dei motivi per cui in questi anni è in aumento il numero di pazienti che scelgono la nostra struttura pur vivendo in altre città.

 

Riconoscere e trattare tempestivamente le malattie epatiche è fondamentale. Il primo segno di un'epatopatia è spesso un'alterazione di alcuni esami di laboratorio riguardanti il fegato: tra questi, le transaminasi rappresentano quelli più comunemente valutati: rientrano, infatti, tra gli esami di routine eseguiti in pazienti ambulatoriali, così come nei test di screening per i donatori di sangue e per i sottoscrittori di polizze assicurative. Studi epidemiologici italiani indicano che dal 13 al 18% degli adulti presenta livelli alterati di questi enzimi epatici, poi confermati nel tempo. Se da un lato può essere dovuto a una condizione transitoria benigna (abusi alimentari, assunzione di farmaci, ecc), dall'altro può anche rappresentare un segno rivelatore di importanti patologie epatiche non ancora note e potenzialmente curabili.

 

"Negli ultimi anni - spiega il dottor Pazzi - abbiamo rivolto particolare attenzione alla steatosi epatica non associata ad abuso alcolico (il cosiddetto fegato "grasso"), che rappresenta una alterazione di sempre maggiore riscontro nei paesi sviluppati. E' una condizione correlata a fattori in gran parte modificabili come il sovrappeso, la sedentarietà, l'aumento dei grassi nel sangue (trigliceridi e colesterolo), il diabete". Ritenuta fino a non molti anni fa una condizione sostanzialmente benigna, studi più recenti ne hanno sottolineato la potenzialità evolutiva nel tempo, fino al suo possibile sviluppo in cirrosi epatica. La steatosi epatica rappresenta oggi la causa di gran lunga più frequente di alterazione delle transaminasi non correlabili ad abuso di alcol o infezioni da virus epatitici.

 

"Negli scorsi anni - aggiunge il dottor Pazzi - abbiamo condotto uno studio su un campione rappresentativo della popolazione di Gambettola. Grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale, l'adesione dei cittadini è stata molto elevata: oltre l'83% dei soggetti invitati ha accettato di sottoporsi ad esami ematici, all'ecografia addominale e alla visita medica. Lo studio ha evidenziato una prevalenza elevata di steatosi epatica (43,5%): i principali fattori associati al fegato grasso risultavano essere anche nella popolazione di Gambettola la sedentarietà, il soprappeso, in particolare la circonferenza addominale, e il diabete o comunque l'iperglicemia). Un risultato che ci offre suggerimenti importanti dal punto di vista delle possibili azioni preventive".  Per prevenirla, ma anche per curarla, è essenziale adottare stili di vita sani: alimentazione adeguata (ricca di frutta e verdura) e attività fisica regolare ne devono rappresentare i cardini fondamentali.

 

All'argomento sarà dedicata la nuova puntata della trasmissione televisiva dell'Ausl dal titolo "Speciale Salute" in onda su Videoregione e Canale 11 a partire da sabato 12 febbraio. Ospiti in studio, il dr. Paolo Pazzi e Beatrice Gorini (referente Day Hospital Gastroenterologia) con i contributi esterni di Gianni Nicolini (medico dell'unità operativa Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva), Maria Giangaspare (caposasala Day Hospital Dipartimento Medico), Marco Matassoni (medico alcolologo dell'Ausl di Cesena) e la testimonianza di Walter Gasperoni paziente trapiantato di fegato.

 

Speciale Salute andrà in onda sull'emittente televisiva Videoregione (canale 12) sabato 12 febbraio (ore 19.45), sabato 19 febbraio (ore 11:45 e 19:45), domenica 13 febbraio  e domenica 20 febbraio (ore 13:45), mercoledì 16 febbraio e mercoledì 23 febbraio (ore 20:25), giovedì 17 e giovedì 24 febbraio (ore 23:45) e sull'emittente televisiva Canale 11 (canale 11) domenica 13 febbraio e domenica 20 febbraio (ore 18.25), giovedì 17 e giovedì 24 febbraio (ore 23.45). La puntata sarà trasmessa anche sul sito internet www.videoregione.org (nella sezione Videoregione clik).

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