Salute: nanopolveri, la Lega Nord interroga la Regione

Salute: nanopolveri, la Lega Nord interroga la Regione

BOLOGNA - Dalle numerose segnalazioni pervenute sia dai cittadini, sia da esperti del settore, emergerebbero preoccupanti relazioni tra la presenza nell'aria di nanoparticolato (polveri finissime del diametro compreso tra 0,1 e 2,5 millesimi di millimetro) e gli indici epidemiologici di molte malattie gravi e malformazioni neonatali. Si fa particolare riferimento, al nanoparticolato di tipo metallico, che si forma ad altissime temperature, raggiungibili solo da acciaierie o termocombustori, la cui formazione non è quindi imputabile a semplici motori a scoppio o caldaie civili. L'A.R.P.A. è solita quantificare l'incidenza del nanoparticolato unicamente in base alla massa rilevata, senza quindi ponderare le valutazioni anche in virtù della natura delle polveri o della loro dimensione; è, infatti, dimostrato che minori sono le dimensioni del nanoparticolato, maggiori saranno le ripercussioni negative a carico dell'organismo umano.

 

"Come abbiamo segnalato, in una precedente interrogazione nel maggio scorso," - precisa Maurizio Parma, Capogruppo della Lega Nord in Regione - "ci risulta che molte aziende siano solite utilizzare le scorie e le ceneri prodotte dagli inceneritori come materiale inerte nei sottofondi stradali o, addirittura, nei ripristini forestali. Inoltre, cosa ancora più grave, sembra che queste ceneri siano anche utilizzate nel ciclo di produzione di cementi, calcestruzzi, laterizi e altri conglomerati bituminosi, impiegati nel campo dell'edilizia. Quindi, anche durante le semplici fasi di lavorazione, stoccaggio, trasporto e messa in cantiere di questi prodotti vengono disperse nell'ambiente grandi quantità di nanopolveri. Il nostro territorio, " - conclude Parma - "conta numerosi siti di stoccaggio "all'aperto" di rifiuti industriali, come scorie di acciaieria e ceneri, in attesa di essere formalmente ri-classificati come "inerti" e riutilizzati nel ciclo di produzione del cemento, nei cantieri edili ecc."

 

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Per queste ragioni i tre Consiglieri regionali della Lega Nord, Maurizio Parma, Mauro Manfredini e Roberto Corradi, hanno presentato un'Interrogazione con la quale chiedono alla Giunta: "Se possono veramente definirsi "inerti" (e quindi "non pericolosi per la salute"), i rifiuti industriali recuperati nel ciclo del cemento, nonché i prodotti con esso realizzati, ed in caso di risposta affermativa, in base a quali analisi di nanodiagnostica"; "se intenda attivarsi affinché tutte le fasi di lavorazione e messa in opera dei suddetti materiali, che potenzialmente possono disperdere particolato pericoloso, vengano sottoposte alle necessarie misure di contenimento o azzeramento del fenomeno"; "come intenda verificare che tutte le scorie pericolose recuperate nel ciclo del cemento, siano realmente vetrificate e inertizzate a norma di legge, e non rese inerti mediante la semplice diluizione in un contesto di materiali calcarei"; si chiede altresì "se intenda valutare l'impatto che le nanopolveri hanno sulla popolazione residente nei pressi dei siti di lavorazione di cementi, calcestruzzi o altri impianti industriali alimentati con oli esausti; estendendo a tali siti industriali i criteri di monitoraggio sanitario e di studi di mutagenesi attualmente previsti solo in prossimità degli inceneritori per il trattamento dei rifiuti".

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