San Lazzaro: statuto Ipab, Salomoni (PdL): "Atto di censura"

San Lazzaro: statuto Ipab, Salomoni (PdL): "Atto di censura"

BOLOGNA - Ubaldo Salomoni (pdl-gdl), nel rilevare che il nuovo Statuto elaborato dal CdA dell'IPAB di San Lazzaro di Savena (Opera Pia istituita sul lascito della Marchesa Rodriguez) è stato "censurato" dall'Assessore Giovanni Bissoni, poiché conterrebbe rimandi alle radici cattoliche del lascito, cosa che (a suo parere) potrebbe essere "discriminante", ha rivolto un'interrogazione alla Giunta per chiedere all'assessore di rendere note all'Assemblea legislativa le motivazioni alla base del suo atto di censura mirato esclusivamente all'aspetto religioso dello Statuto dell'IPAB. Secondo Salomoni, la parte di testamento riportata all'art. 1 (Origini) dello Statuto riporta "solo" la seguente frase del testamento: "La Marchesa (.) aveva disposto che nella sua villa di S. Lazzaro di Savena venisse fondato un istituto di convalescenza per donne povere dai 16 ai 50 anni che, uscite dalla città e dalla provincia di Bologna, avessero bisogno di cura, mentre la volontà della Marchesa specificava chiaramente i soggetti destinatari del suo generoso gesto: le donne cattoliche comprese tra i 16 e i 50 anni di età".

 

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Il consigliere, a questo proposito, chiede di sapere se nel processo di pubblicizzazione in oggetto sono stati valutati in modo sufficientemente attento ed approfondito gli aspetti legali riguardo la legittimità di snaturare le volontà testamentarie della Marchesa (si sa, infatti, che a volte notevoli capitali vengono lasciati in eredità addirittura ad animali domestici e la cosa viene presa come un dato di fatto). Salomoni, infine, domanda se la Regione intende modificare la propria posizione a riguardo e faccia un passo indietro restituendo e riconoscendo il dovuto rispetto alla volontà di un privato cittadino, nella fattispecie la Marchesa Rodriguez, che ha comunque reso un servizio enorme alla comunità e alle donne (anche se "solo" a quelle di religione cattolica).

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