San Marino, a Florea la 'green economy'

San Marino, a Florea la 'green economy'

SAN MARINO - La seconda e conclusiva giornata della 6° edizione di Florea, svoltasi in un centro storico di San Marino affollato di appassionati del verde e turisti, ha offerto interessanti momenti di riflessione sui temi della tutela dell'ambiente e della "green economy".

 

Il FAS di San Marino ha, infatti, presentato un progetto, che sarà presentato alle Istituzioni sammarinesi, volto alla tutela e alla promozione dell'area archeologica della Tanaccia. In quella zona, dalla seconda metà del ferro (V-VI secolo a.c.) fino alla Roma imperiale (II secolo d.c.), esisteva un piccolo santuario votivo, portato alla luce da una serie di scavi effettuati negli anni. Mentre, i manufatti recuperati nella zona sono oggi ospiti del museo delle Repubblica, non sono mai stati compiuti interventi che rendano gli scavi agibili e vistabili.

 

La partnership di Florea con la cittadina pugliese di Leverano ha, invece, dimostrato quale importanza economica e sociale possono avere scelte imprenditoriali e di sviluppo, legate ad ambiente e agricoltura. "Abbiamo iniziato la coltivazione di piante e fiori solo nel '65 e da allori siamo arrivati ad avere sul territorio del nostro comune 480 aziende attive in questo comparto. Coprono in tutto quasi 500 ettari e occupano, tenuto conto dell'indotto 3.500 persone, su una popolazione complessiva di 18 mila - ha spiegato l'assessore all'attività produttiva di Liverano, Mario Zecca - e oggi i nostri fiori si stanno affacciando ai grandi mercati: Olanda e Germania. E' la dimostrazione di come possa funzionare un modello di sviluppo positivo legato all'agricoltura e ai prodotti della natura".

 

Ma a Florea la "green economy" presenta modelli anche più piccoli, ma non meno interessanti o che minore successo. Luca De Marco e la sua compagna Elisabetta sono due studenti universitari di Urbino, rispettivamente di scienze dell'ambiente e di psicologia, ma hanno scelto di continuare con il mestiere di agricoltore del padre di Luca in quello che hanno chiamato "Il bosco dimenticato". "Per noi il rapporto con la terra è un modo per trovare la nostra identità e rimanere fedeli alla nostra tradizione e cultura - spiegano i due giovani - Coltiviamo varietà di frutta considerata estinta come la pera volpina o cocomerina e frutti del bosco come azzeruolo e biricoccolo, facciamo farine naturali sono macinate a pietra. E tutto, naturalmente, in modo naturale: biologico. E' un lavoro duro ma entusiasmante, pieno di significato. I nostri prodotti, alle volte, non sono così belli e splendenti come quelli dei supermercati, ma chi li assaggia torna e cercarli e comprarli". 

 

Molto soddisfatte per il successo anche di questa edizione dell'evento Mara verbena e Camilla Barducci, curatrici e organizzatrici di Florea: "Abbinare fiori, piante, botanica e giardinaggio ai temi della natura e dell'ambiente sono una formula molta apprezzata dal pubblico. Continueremo in questa direzione e abbiamo già fissato le date per il 2012: 21 e 22 aprile".

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