San Mauro, avanti il mondiale con due film di Teo De Luigi

San Mauro, avanti il mondiale con due film di Teo De Luigi

San Mauro Pascoli si prepara al mondiale con una doppia proiezione calcistica: "L'urlo del '68" e "Rapiti '78". Entrambe del regista riminese Teo De Luigi, raccontano la vittoria azzurra negli Europei del 1968 e il mondiale in Argentina di dieci anni dopo. L'appuntamento è per lunedì 7 giugno alle 21,00 in piazza Battaglini (ingresso libero) con "Avanti i Mondiali". Parleranno del film il regista, Gianfranco Miro Gori sindaco di San Mauro nonché esperto di cinema (è direttore della Cineteca di Rimini) e l'ex calciatore della Juventus Gino Stacchini.

 

Entrambi i film sono un modo diverso di raccontare il calcio, visto non solo come semplice sport bensì come specchio della società. Ne "L'urlo del '68" (durata 35'), Adriano Sofri racconta l'impresa di una Nazionale vincitrice per la prima (e unica) volta del campionato Europeo, successo paradossalmente labile nella memoria degli italiani. Perché? Forse la nascita del movimento studentesco, le lotte operaie, la guerra del Vietnam, gli assassinii di M.L. King e di R. Kennedy, misero in secondo piano il calcio? È una storia che Adriano Sofri racconta dalla condizione di detenuto e parte direttamente dal "campetto" del carcere, dove si misura attivamente col gioco del pallone. Ritorna sugli anni che lo videro protagonista della vita politica, con la formazione di Lotta Continua e li affronta senza ritrosie, sottolineando episodi inediti come inedito è il punto di partenza: riflettere su quegli anni attraverso il filtro di ciò che ha sempre rappresentato il calcio in Italia, termine di paragone o cartina di tornasole degli avvenimenti sociali e politici del nostro paese e non solo. Così i "vecchi" nazionali di allora (da Zoff a De Sisti a Burgnich, ecc.), si ritrovano intervistati davanti alla loro impresa-tv come davanti a uno specchio in bianco e nero.

 

Il racconto si sdoppia in "Rapiti '78" (durata 36'), racconto di Adriano Sofri e Julio Velasco. Nel 1978 la Nazionale di Bearzot parte per i Mondiali in Argentina. Il mondo del calcio non poteva non avvertire il clima di terribile sofferenza del paese, segnato dal terrorismo. Nello stesso momento, dall'Argentina arrivano i primi echi della dittatura di Videla, col tragico fenomeno dei "desaparecidos". Dunque, ancora un evento sportivo per "accantonare" la vita sociale e politica? Partono da questo interrogativo i due narratori, Adriano Sofri, dal carcere, e Julio Velasco, dallo spogliatoio della squadra di pallavolo. I loro pensieri affrontano le contraddizioni di quell'epoca tragica che, stranamente, è permeata da uno sfondo sportivo emozionante e coinvolgente. Rari documenti e interviste ai protagonisti di allora, (calciatori argentini e madri della Plaza de Mayo, servizi di repertorio su Bearzot e intervista a Sergio Zavoli) costruiscono un percorso narrativo che pare riferirsi alla condizione dei "destini incrociati" di Italo Calvino..

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