Sanità, alla Romagna un quinto delle risorse regionali

Sanità, alla Romagna un quinto delle risorse regionali

Sanità, alla Romagna un quinto delle risorse regionali

Alla Romagna spetta solo un quinto dei fondi per la sanità erogati dalla Regione. Lo fa notare il consigliere regionale e capogruppo del Pdl, Luca Bartolini, evidenziando che la delibera regionale prevede l'investimento di 56.057.620 euro finalizzati al potenziamento dell'offerta sanitaria territoriale. Sommando poi gli importi erogati ad ogni singola Ausl, emerge che alla Romagna vengono erogati complessivamente 11,7 milioni di euro (pari al 20,9% del totale) mentre alle Ausl emiliane 44,3 milioni.

 

Bartolini segnala che le Aziende che beneficeranno dei finanziamenti sono: Usl Piacenza 2.581.234 euro; Usl Parma 1.950.914 ; OSP Parma 1.950.914; Usl Reggio Emilia 2.337.980; OSP Reggio Emilia 2.337.980; Usl Modena 3.100.000; OSP Modena 3.100.000; Usl Bologna 7.200.000; OSP Bologna 9.275.000; IOR Bologna 1.000.000; Usl Imola 1.000.000; Usl Ferrara 1.500.000; OSP Ferrara 7.000.000; Usl Ravenna 2.228.153; Usl Forlì 424.443; Usl Cesena 7.586.514; Usl Rimini 1.484.488 e 7.000.000 di euro per l'area Vasta romagnola.

 

Bartolini, poi, interroga la Regione per sapere "per quale motivo, nel Sole 24 ore sanità 13/19 ottobre 2009 sull'IRST di Meldola, compare un articolo a firma del Dr. Tiziano Carradori in qualità di coordinatore area vasta Romagna quando per lo  stesso non risulta vi sia nessuna delibera in essere che giustifichi tale titolo come si evince dalla risposta alla mia precedente interrogazione".

 

Il capogruppo del Pdl in Regione rincara la dose ritenendo "grave che per una struttura come l'IRST di Meldola,  intervenga sulla stampa nazionale per l'ennesima volta    il Direttore Generale di Ravenna anziché quello di Forlì territorialmente competente".

 

L'esponente del Pdl chiede poi alla giunta regionale "se non reputa che tale  ruolo di coordinatore di area vasta Romagna auto assegnatosi dal Dr. Carradori  che offre sempre più la parvenza di una Area Vasta pari ad una grande ASL Ravennate allargata,  non abbia  ancora una volta influito a declassare Forlì a tal punto nel  riparto dei 56 milioni di fondi regionali stanziati che registrano  l'Asl di Forlì, per l'ennesima volta, fanalino di coda con soli 424.443 euro pari ad un miserevole  0,76% contro un bel 4% dell'ASL di Ravenna con 2.228.153 euro". 

 

La tabella con i dati raccolti da Bartolini sulla ripartizione dei fondi:

USL E OSPEDALI EMILIANI

 

 

 

BOLOGNA

 €        17.475.000,00

31,17

%

FERRARA

 €          8.500.000,00

15,16

%

MODENA

 €          6.200.000,00

11,06

%

REGGIO EMILIA

 €          4.675.960,00

8,34

%

PARMA

 €          3.901.828,00

6,96

%

PIACENZA

 €          2.581.234,00

4,60

%

IMOLA

 €          1.000.000,00

1,78

%

 

 

 

 

TOTALE EMILIA

 €        44.334.022,00

79,09

%

 

 

 

 

USL E OSPEDALI ROMAGNOLI

 

 

 

 

 

 

 

PIEVESISTINA AREA VASTA

 €          7.000.000,00

12,49

%

RAVENNA

 €          2.228.153,00

3,97

%

RIMINI

 €          1.484.488,00

2,65

%

CESENA

 €            586.514,00

1,05

%

FORLI

 €            424.443,00

0,76

%

 

 

 

 

TOTALE ROMAGNA

 €        11.723.598,00

20,91

%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE FONDI DISTRIBUITI

 €        56.057.620,00

100,00

%

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    @rexino immagino quindi che i contributi e finanziamenti siano esclusivamente privati e non pubblici giusto?.... non mi risulta a pievesestina l'hanno fatta con i soldi dei cesenati - forlivesi o della regione o quello li è una cosa a parte?

  • Avatar anonimo di rexino
    rexino

    come in tutto forlì è sempre il fanalino di coda. E pensare che nonostante tutto abbiamo uno dei migliori centri oncologici in Italia

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    Imola è geograficamente e storicamente in Romagna. Si scrive PIEVESESTINA e non pievesistina. qualcuno dica a Bartolini di STUDIARE il territorio prima di pretendere di amministrarlo.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    A livello generale sembrerebbe una ripartizione proporzionale al numero di abitanti. Forse pero' occorrerebbe vedere anche gli investimenti che sono stati fatti a pievesistina ed anche quelli fatti in precedenza per irst.

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