Sanità: Area Vasta, per Nervegna (PdL): "Forlì subisce il primato di Ravenna"

Sanità: Area Vasta, per Nervegna (PdL): "Forlì subisce il primato di Ravenna"

FORLI' - "Il giudizio dell'attività dell' Area Vasta delle province romagnole, con specifico riferimento ai servizi medico-ospedalieri è negativo. E' fallito il concetto uniformatore e sta prevalendo un sistema di colonizzazione dell'Azienda Usl di Ravenna sulle altre portando ad inevitabili prevaricazioni per il ruolo pesante che essa detiene. Oncologia, con la cura dei tumori del sangue che non è parte dell'Irst di Meldola ma è rimasta a Ravenna; il Laboratorio Analisi di Pievesistina ove sarebbero previsti ben nove dipendenti apicali di secondo livello contro i quattro attualmente esistenti; e Cardiologia di Forlì che avrebbe dovuto rientrare nel raggio dell' Area Vasta ma che in realtà sta soffrendo tutta una serie di ostacoli messi in atto dalle altre aziende".

 

Questo è il bilancio tracciato da Antonio Nervegna, consigliere regionale di Forza Italia/Pdl, che sul caso ha presentato un'apposita interpellanza chiedendo alla giunta: "Di indurre la direzione generale dell'Ausl di Ravenna ad operare in modo più collegiale e negli interessi generali di tutta la sanità subregionale facendola retrocedere a logiche più sensate e più realistiche".

 

L'assessorato alla salute della Regione ha replicato affermando sostanzialmente che le strategie nascono da logiche condivise e che una logica prevaricatrice di un Direttore generale (quello dell'Ausl di Ravenna) sugli altri non esiste perché ogni progetto segue un processo decisionale con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Anzi, la Regione ha ricordato che è stato l'apposito gruppo dio progetto diretto dal dottor Amadori (forlivese) a decidere la permanenza a Ravenna dell' Oncologia con la cura dei tumori del sangue...

  Antonio Nervegna replica però che principalmente il modello di area vasta deve assolvere al compito di ben ridistribuire sul territorio i servizi medico-ospedalieri nella massima trasparenza e senza penalizzare i cittadini più deboli che si devono giocoforza avvicinare alle strutture sanitarie: "Quello che emerge fino ad oggi è nei fatti : lo spostamento verso Ravenna del baricentro dell'Area Vasta con l'avvallo o la condivisione delle strategie delle singole Ausl e con la condiscendenza dell'assessore regionale alla Sanità".

 

Nella controreplica alla risposta della giunta regionale all'interpellanza Nervegna ha ricordato che "le disastrose scelte gestionali e di bilancio dell'Azienda ravennate, seppure rimediate oggi a livello contabile rimangono agli annali e a pagarne il danno sono stati proprio i cittadini e che risulta lampante l'indebolimento nel suo complesso della ‘politica di prevenzione delle Ausl della Romagna' a danno del cittadino e a favore (si fa per dire) di un avvicendamento dirigistico che sfugge alle logiche dell'opportunità dei servizi ed alla razionalizzazione dei comparti e delle convenienze lavorative: con dispersione di risorse o utilizzo irrazionale. Del resto anche i sindacati hanno già lanciato un campanello d'allarme chiedendo di non essere emarginati dalla concertazione delle scelte nell'interesse generale di tutti ".

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