Sanità: Filippi (PdL) chiede "maggiore collaborazione tra medici, ospedali e università"

Sanità: Filippi (PdL) chiede "maggiore collaborazione tra medici, ospedali e università"

BOLOGNA - "Il Who (Organizzazione mondiale della sanità) indica da tempo le strategie per la promozione della salute, il modello della assistenza sanitaria primaria e gli obiettivi di politica medica per rispondere in modo efficace, efficiente ed economicamente sostenibile ai bisogni della popolazione. Fino ad oggi questi orientamenti sono stati per lo più disattesi." - ad affermarlo è Fabio Filippi, Presidente del gruppo regionale Popolo della Libertà-GDL.

 

Il progressivo aumento di pazienti cosiddetti complessi richiede interventi multidimensionali e multidisciplinari da parte di servizi sanitari e sociali integrati. A tutt'oggi i servizi sono prevalentemente settoriali.

 

"Sono sempre più diffusi - aggiunge Filippi - fattori di rischio comportamentali (iperalimentazione, sedentarietà, abuso di alcool e droghe, scarsa attenzione alla sicurezza), atteggiamenti che richiedono interventi educativi da parte di servizi sanitari e sociali integrati nei luoghi di vita dei cittadini. Interventi oggi non realizzati. Anche la formazione è prerequisito essenziale per l'acquisizione di competenze nei settori della promozione della salute e della assistenza sanitaria primaria. La formazione deve essere pre-laurea, post laurea, continua e deve coinvolgere tutte le professioni sanitarie, sociali e dell'educazione. A tutt'oggi però la formazione è monoprofessionale e avviene quasi esclusivamente nel setting ospedaliero. Il 3° PSR (1999-2001) è rimasto in gran parte inapplicato, come d'altronde la LR 29/2004: mancanza di Dipartimenti Territoriali-Universitari, che dovrebbero concorrere allo sviluppo dell'assistenza primaria, garantendo parallelamente formazione e ricerca; carenza di interventi strutturati di promozione della salute e di azioni per lo sviluppo dei servizi in rete, con particolare riferimento ai collegamenti fra ospedale e servizi territoriali".

 

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"Ancora troppe sono le lacune del sistema sanitario regionale. E' dovere della Regione Emilia Romagna realizzare e mettere in atto le sfide indicate dal nuovo Piano Sociale e Sanitario 2008-2010, tenendo conto delle indicazioni della LR 29/2004, ed in particolare realizzare una rete formativa integrata Università-Regione per sviluppare la formazione dei professionisti sanitari, sociali e dell'educazione; migliorare la formazione multiprofessionale quale premessa per lo sviluppo di attività di equipe, percorsi di cura e integrazione fra assistenza primaria e assistenza ospedaliera; produrre attività di assistenza, formazione e ricerca. Creare una classe medica competente in assistenza primaria e medicina generale. Per una maggiore tutela della salute del cittadino, chiediamo, maggiore sinergia tra medici di base, strutture ospedaliere e università."

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