Sanità, Forlì all'avanguardia nella chirurgia toracica conservativa

Sanità, Forlì all'avanguardia nella chirurgia toracica conservativa

Sanità, Forlì all'avanguardia nella chirurgia toracica conservativa

FORLI' - L'U.O. di Chirurgia toracica dell'Ausl di Forlì rafforza l'alleanza col Giappone per offrire ai malati di tumore al polmone interventi sempre più conservativi. Martedì 5 ottobre, alle 12, è in programma all'ospedale "Morgagni-Pierantoni", in sala Pieratelli, una videoconferenza col prof. Ken Kodama, vice-direttore dell'Osaka Medical Center for Cancer and Cardio-Vascular Diseases di Osaka e pioniere della chirurgia toracica conservativa.

 

La collaborazione aperta da alcuni anni col paese del Sol Levante, all'avanguardia nel mondo nel trattamento di alcune patologie, specie quelle neoplastiche, ha già dato i suoi frutti: grazie al rapporto col centro di Osaka, l'unità forlivese ha dato il via, nel 2009, a uno studio multicentrico sul trattamento conservativo dei carcinomi bronchiolo-alveolari, di dimensioni inferiori ai due centimetri. Ora, i risultati preliminari sui primi 15 pazienti arruolati hanno evidenziato come, a fronte della stessa radicalità oncologica, su tali soggetti la riduzione postoperatoria dei parametri respiratori sia significativamente minore rispetto a quella dei pazienti sottoposti al classico intervento di lobectomia, che prevede l'asportazione di gran parte del polmone.  Tale argomento verrà ulteriormente sviscerato martedì nella relazione del prof. Kodama, dal titolo "Resezioni sublobari nel tumore del polmone".

 

La videoconferenza rientra nel ciclo di riunioni monotematiche multidisciplinari  organizzate dal Dipartimento Toracico, diretto dal dott. Davide Dell'Amore,

 

Il prof. Kodama, a partire dagli anni '90, ha introdotto in Giappone l'uso della Tac su larga scala per lo screening del tumore polmonare, consentendo la diagnosi tempestiva di tumori molto piccoli, anche inferiori a due centimetri di diametro. Questi ultimi vengono così operati in maniera conservativa, ottenendo un considerevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti senza incidere negativamente sulla sopravvivenza.

 

A partire dal XXXI° Congresso della SICT (Società Italiana di Chirurgia Toracica) organizzato, a Forlì, dall'U.O. di Chirurgia Toracica, nell'ottobre 2008, si è aperto un canale diretto fra Forlì e Osaka. Dopo la partecipazione del prof. Kodama all'assise, infatti, lo scorso anno il dott. Marco Taurchini, dell'U.O. di Chirurgia Toracica, è volato in Giappone per apprendere dal luminare le ultimissime indicazioni in materia di interventi conservativi. «In Giappone, è stato evidenziato come i soggetti sottoposti a resezione conservativa mantengano le stesse aspettative di sopravvivenza di quelli sottoposti a lobectomia - rivela il dottor Dell'Amore - ma con decorsi post-operatori più rapidi e minori problemi respiratori».

 

Grazie anche alle competenze acquisite in quell'occasione, l'unità forlivese ha potuto dare il via, in qualità di capofila, ad uno studio multicentrico che coinvolge, al momento, i principali centri di chirurgia toracica dell'Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio-Emilia, Parma). Obiettivo dell'iniziativa è trattare i carcinomi bronchiolo-alveolari di dimensioni inferiori ai due centimetri non più con la lobectomia, cioè l'asportazione di gran parte del polmone, ma con interventi chirurgici più conservativi, privilegiando l'approccio toracoscopico e le tecniche mini-invasive. I risultati preliminari dello studio ottenuti sui primi 15 pazienti arruolati - presentati, in giugno, al XXXII° congresso della Società Italiana di Chirurgia Toracica di Catania - hanno evidenziato come, a fronte della stessa radicalità oncologica, nei pazienti cui si effettuano resezioni limitate, la riduzione postoperatoria dei parametri respiratori sia significativamente minore rispetto a quella dei pazienti sottoposti al classico intervento di lobectomia. Questo conferma in sostanza che ad un intervento più conservativo corrisponde una ripresa funzionale del paziente molto più rapida. Pertanto, come già assodato da tempo per altre patologie, ad esempio per quelle della mammella, grazie al lavoro del prof. Veronesi, anche per il tumore del polmone la chirurgia sembra avere un trend sempre più conservativo.

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