Sanità, piano lacrime e sangue per il Lazio

Sanità, piano lacrime e sangue per il Lazio

Sanità, piano lacrime e sangue per il Lazio

Potrebbe essere lo sblocco dei fondi Fas (che verrebbe deciso direttamente dal ministero) la strada per cominciare il risanamento dei conti della sanità laziale, alle prese con una situazione a dir poco compromessa. Più in generale, però, la neo presidente della Regione, Renata Polverini, deve mettere in atto un piano che lei stessa definisce "lacrime e sangue" per far fronte al profondo deficit.

 

Si prevedono tremila posti letto in meno, la chiusura di 26 ospedali sparsi sul territorio regionale ed una serie di altre misure restrittive tra cui una decurtazione del 4% nei fondi a cliniche convenzionate e del 10% al settore della riabilitazione.

 

Se il piano predisposto dai tecnici della Regione convincerà il minstero dell'Economia, il ministro Giulio Tremonti potrebbe anche sbloccare i 420 milioni di euro destinanti ai fondi Fas (Fondi per le aree sottosviluppate) e un altro mezzo miliardo di euro di risorse ordinare.

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