SANITA' - Assistenza pazienti psichiatrici, Bissoni risponde a Villani (PdL)

SANITA' - Assistenza pazienti psichiatrici, Bissoni risponde a Villani (PdL)

BOLOGNA - Per quali motivi la Giunta regionale non interviene per fermare la richiesta avanzata negli ultimi mesi da alcune Ausl di pagamento di quote per l'assistenza di pazienti psichiatrici come compartecipazione alle spese per il mantenimento in strutture sanitarie pubbliche? È quanto ha chiesto Luigi Giuseppe Villani (fi-pdl) in un'interrogazione a risposta immediata presentata in Aula, questa mattina, nel corso del question time.


Il consigliere lamentando la mancanza di "fondamento legislativo" di tali richieste ne ha evidenziato il rischio di "anticostituzionalità", dal momento che - ha ricordato - l'art. 23 della Costituzione stabilisce che "nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". Senza contare - ha fatto quindi notare Villani - che la stessa Regione, tramite il dirigente competente, nella risposta inviata alle associazioni dei familiari che chiedevano chiarimenti sulla legittimità delle rette avrebbe già manifestato ufficialmente "un atteggiamento di estrema cautela sulla questione, in attesa di un provvedimento chiarificatore da parte del Governo".


Nella risposta l'assessore regionale alle politiche per la salute, Giovanni Bissoni, ha precisato che il principio della partecipazione alle spese di tipo socio-assistenziale e socio-sanitaria è contemplato nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) del 29 novembre 2001 riguardante i Livelli essenziali di assistenza, il quale prevede una quota di partecipazione dell'utente fino al 60% per le tipologie di residenza psichiatrica "a bassa intensità assistenziale". Le Ausl hanno quindi titolo a richiedere partecipazioni alle spese alberghiere nelle strutture, peraltro fissate in quote che di solito si assestano attorno al 30-40% e quindi al di sotto di quella nazionale.


L'assessore ha tuttavia confermato che esiste effettivamente un problema di omogeneità regionale e nazionale in quanto il citato decreto non ha consentito una individuazione univoca di che cosa si intenda per "strutture a bassa intensità assistenziale", indicazione invece contenuta nella recente proposta di un nuovo Dcpm sui livelli essenziali di assistenza che ha già ricevuto l'approvazione della conferenza Stato-Regioni con riserva del Ministero del Tesoro per questioni che comunque non riguardano le strutture psichiatriche. L'assessore ha quindi assicurato che il lavoro di "accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private afferenti all'area della salute mentale, non potrà che facilitare un'equa applicazione della succitata normativa nazionale", consentendo di disporre una omogenea e precisa attribuzione di ogni singola struttura alle diverse tipologie assistenziali, per le quali il nuovo Dpcm fissa i criteri di partecipazione.


Insoddisfatto per la risposta ricevuta Villani ha ribadito che di fronte a un quadro legislativo non ancora normato nel dettaglio, si sarebbe aspettato dalla Regione "un atto di buona volontà" ispirato ad un criterio di cautela: una circolare per chiedere la sospensione delle richieste di denaro inoltrate da parte di alcune Ausl in attesa di maggior chiarezza.


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