Santa Sofia, Bartolini (Pdl): "Parco Valdonasso, scandalo a cielo aperto"

Santa Sofia, Bartolini (Pdl): "Parco Valdonasso, scandalo a cielo aperto"

SANTA SOFIA - La Regione Emilia-Romagna è proprietaria, nell'Appennino forlivese, di 23.000 ettari di terreni ex ARF (Azienda regionale foreste) e di centinaia di fabbricati. In località Pian dei Rocchi (comune di Premilcuore-FC), inoltre, fino a pochi anni fa era attivo un recinto di 70 ettari con una "consistente" popolazione di daini.

 

Ne dà notizia il consigliere regionale Luca Bartolini (an-pdl) in un'interrogazione, in cui evidenzia che alla fine degli anni 80 la Regione decise di realizzare un Parco faunistico (a pochi chilometri dal predetto recinto) in località Valdonasso (comune di Santa Sofia-FC) come punto turistico ricettivo all'interno del Parco regionale del Crinale romagnolo (divenuto poi Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna), simile ad analoghe strutture presenti in Baviera e ad Arcidosso nel Monte Amiata.

Nonostante l'esistenza del recinto di Pian di Rocchi, "con un fabbricato di pregio agibile e con tutta l'impiantistica a norma", la Regione - prosegue Bartolini - decise "inspiegabilmente" di realizzare a breve distanza questo parco faunistico, mentre il primo recinto veniva negli anni successivi "completamente smantellato".

 

Il consigliere ricorda inoltre che per la costruzione del nuovo recinto di Valdonasso si sarebbero "addirittura" utilizzati elicotteri da lavoro allo scopo di posare in opera i pali di una recinzione particolarmente alta, con una rete elettrosaldata interrata di 50 cm. nella scarpata o, in alcuni punti, in un cordolo di cemento.

Tra i lavori, - sottolinea ancora Bartolini - tutti eseguiti all'interno di un'area protetta "nell'assoluto silenzio degli ambientalisti", era prevista anche la ristrutturazione di un piccolo fabbricato da utilizzare come punto di ristoro per i turisti .

 

Tutta la partita - prosegue - fu affidata con convenzione alla Comunità montana dell'Appennino forlivese in qualità di stazione appaltante per un importo di 551.426 euro (cifra confermata dall'assessore regionale Zanichelli), ma, nonostante da 12 anni sia tutto pronto per aprire il Parco faunistico e risalga a due anni fa la mia precedente denuncia di questo "scandalo a cielo aperto", la struttura rimane chiusa ed anzi registra una situazione di "totale abbandono".

Bartolini chiede quindi alla Giunta regionale per quali motivi, nonostante il "vergognoso sperpero di denaro pubblico in proprietà regionali", non si sia ancora dato il via alla nuova destinazione del Parco, annunciata dall'assessore Zanichelli il 27 marzo 2008 (in risposta ad una precedente interrogazione), finalizzata alla pratica degli sport sostenibili ed a percorsi educativi, e si consenta che quest'area versi in uno stato di degrado.

 

Il consigliere vuole quindi sapere se la Giunta sia a conoscenza di questa situazione, quale giudizio esprima e se non reputi grave aver speso 551.426 euro per costruire un Parco, poi abbandonato, nei pressi di una precedente struttura poi smantellata sempre con denaro pubblico.

Bartolini domanda infine se non consideri singolare il fatto che il Parco nazionale, "particolarmente ostico nel rilasciare autorizzazioni a progetti presentati da privati", abbia "tranquillamente" rilasciato i nulla osta per interventi di "particolare impatto ambientale" come quelli realizzati per il Parco faunistico, a cosa corrispondano effettivamente i "nuovi programmi d'uso dell'area" citati dall'assessore e se non si ritenga opportuno attivarsi "immediatamente" per mettere fine a questa "vergognosa" situazione. 

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