Santa Sofia celebra il nuovo illustre concittadino

Santa Sofia celebra il nuovo illustre concittadino

SANTA SOFIA (FC) -  «Un uomo dello Stato esempio per tutti noi e per i nostri giovani, ai quali auguriamo di trovare successo anche fuori dal nostro paese, mantenendo i legami con questa terra».
Così il sindaco di Santa Sofia Flavio Foietta ha salutato l'on. Paolo Baratta, nuovo illustre concittadino del centro romagnolo posto nell'alta valle del Bidente. Sabato 30 ottobre, nel Consiglio Comunale riunito in seduta solenne, è stata conferita all'on. Baratta la cittadinanza onoraria del Comune di Santa Sofia, atto simbolico importante per confermare un forte legame familiare e affettivo del presidente della Biennale di Venezia con il territorio bidentino.  
 
Nato a Milano da madre originaria di Santa Sofia, Paolo Baratta ha trascorso le estati della sua infanzia a Santa Sofia, dove mantiene ancora oggi legami di parentela e antiche amicizie. Legami rafforzati da recenti contatti con l'Amministrazione comunale, rinsaldati ora da questo atto ufficiale.
Alla cerimonia erano presenti i sindaci ed i rappresentanti delle istituzioni del territorio e l'on. Giancarlo Mazzucca, forlivese di origini santasofiesi, al quale nel 2008 venne conferita la prima cittadinanza onoraria del Comune.
 
«Sono santasofiese - ha esordito Baratta nel suo intervento - e questo mi onora molto. Cosa ci accomuna? Il carattere, che devo a mia nonna e a mia madre. In questo mi sento simile a voi, nella capacità di indignarsi di fronte alle cose ingiuste e nel bisogno di occuparsi della cosa pubblica, sentendola come propria. Sono sentimenti che si imparano per trasmissione, dai genitori e dai nonni».
 
La storia della famiglia di Baratta è costellata di eroici esempi di impegno e ribellione alle ingiustizie, come hanno ricordato durante la cerimonia il sindaco Foietta e lo storico e giornalista locale Luciano Foglietta.
Il nonno materno, Camillo Biserni, nacque nel 1882 a Santa Sofia. Laureato in Chimica, divenne un importante scienziato ed esperto di terremoti. Di idee socialiste, lavorò in Svizzera e in Germania, organizzò leghe dei lavoratori edili e si trasferì a Milano, dove organizzò cooperative e divenne consigliere comunale socialista. Nel 1915 era in prima linea sul fronte del Carso, combattente nella Prima Guerra Mondiale, dove rimase gravemente ferito. La sua rinuncia ad aderire al Partito fascista fu per lui causa di licenziamenti e difficoltà lavorative e la stessa sorte toccò a sua moglie, Anita Cenni, insegnante di idee socialiste, esiliata da tutte le scuole della penisola. Anche il fratello di Camillo, prozio di Paolo Baratta, porta con sé una storia significativa: Innocente Biserni, conosciuto come "Cencino", fu l'ideatore del Premio Campigna, concorso di arte contemporanea che ha portato a Santa Sofia artisti nazionali e internazionali,giunto quest'anno alla 52esima edizione.
 
«Mio nonno - ha detto Baratta - era un uomo politico, il mio pro-zio si occupava di arte. Sono stati come segni premonitori per me, mi hanno trasmesso energie non casuali. L'arte, così come l'impegno politico, nasce da un atto di generosità verso gli altri. E questa volontà di non essere isolati, questa ricerca continua con la civiltà che ci circonda è segno della civiltà di questi luoghi. Questa cittadinanza - ha concluso - significa ritrovare me stesso, le mie radici. Un momento alto della mia esistenza».

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