Santa Sofia: il Parco investe su Valbonella

Santa Sofia: il Parco investe su Valbonella

SANTA SOFIA - Le specie vegetali nel mondo sono oltre 250.000 e di queste più di 25.000 sono minacciate di estinzione a causa dell'impatto dell'uomo.

Gli orti botanici, nati per permettere lo svolgimento di attività di ricerca relativa alle specie ornamentali, officinali o alimentari di tutto il mondo, da qualche decennio hanno assunto una funzione legata alla conservazione di varietà minacciate ed alla loro reintroduzione in natura. Queste strutture, se inserite nel contesto di un'area protetta come quella delle foreste casentinesi, svolgono anche una funzione didattica e ricreativa.

 

Il giardino botanico è  nel Comune di Santa Sofia. Si raggiunge percorrendo la strada della Braccina. Al termine dei lavori preparatori, iniziati nel 1981, il giardino botanico è stato inaugurato nel 1983 dall'Ufficio Amministrazione delle Foreste di Corniolo.

Le caratteristiche morfologiche hanno consentito di condensare in un'area ristretta molti degli aspetti vegetazionali e floristici dell'ambiente appenninico, attraverso la suddivisione dell'area in 12 ambienti.

 

Questi erano in parte già esistenti e in parte ricreati appositamente con l'apporto di rocce o terreni idonei; successivamente sono state catalogate e messe a dimora, nei vari ambienti a seconda delle esigenze ecologiche e pedologiche, numerose specie botaniche presenti nel Parco. Le piante sono corredate di cartellini floristici con informazioni relative alla specie: il nome volgare, il nome scientifico (genere, specie) e la famiglia di appartenenza. Accanto a queste informazioni ve ne sono altre riguardo l'ambiente di vita, la distribuzione delle specie nel mondo (corologia) e la posizione delle gemme della pianta come adattamento per superare la stagione avversa (forma biologica).

Dal 1998 l'Ente Parco è diventato concessionario del giardino botanico; successivamente ha allestito al suo interno 3 sentieri natura tematici dedicati al bosco, al torrente e le zone umide, alle rupi, alle praterie, e agli arbusteti.

 

Un primo lotto di lavoro è in consegna in questi giorni e ha consentito, oltre che operazioni di taglio selettivo di piante (conifere e latifoglie), interventi di ammodernamento della segnaletica e la realizzazione di nuovo spazi e pannelli illustrativi. Ambienti nuovi sono stati dedicati ai frutti dimenticati e alle vecchie cultivar del Parco, alle farfalle (il giardinio delle farfalle) e all'agricoltura tradizionale. Si è proceduto alla sostituzione del tetto in eternit dello stabile ad uso reception con una copertura in coppi di laterizio ed è stata predisposta un'aula didattica all'aria aperta.  Inoltre sono stati posizioni i nuovi allestimenti in legno realizzati sullo stile dei "sentieri per tutti ...i sensi", percorsi attrezzati per portatori di handicap già dislocati nel Parco. Si tratta di quattro cassette richiudibili aventi per tema: la biodiversità, i pesci, le farfalle e gli anfibi.

 

Nel programma presentato con la Provincia all'interno del Piano Regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 (misura 227, "Sostegno agli investimenti forestali non produttivi") nei prossimi mesi sono previsti altri importanti investimenti (circa 140.000 euro) che porteranno, tra l'altro, alla sistemazione della briglia e all'impermeabilizzazione del lago del giardino botanico.

 

 

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