SANTA SOFIA - Il salvataggio dell'archivio fotografico 'Valbonesi'

SANTA SOFIA - Il salvataggio dell'archivio fotografico 'Valbonesi'

SANTA SOFIA - “Oggi sono più calma, più serena. Il lavoro di squadra procede bene e velocemente. Se si continuerà con questo ritmo, il danno causato dall’incendio scoppiato giovedì 30 novembre potrà essere di molto ridotto…”. Chi parla è Augusta Ranieri, un ex infermiera che, per un’intera vita lavorativa, ha prestato servizio in un ospedale fiorentino.

Quarant’anni fa era tra i volontari che cercavano di districarsi nel caotico e fangoso bailamme della Firenze invasa dalla furia dell’Arno e oggi, nel suo paese d’origine, Augusta è tra le persone che lottano contro il tempo per salvare il materiale fotografico dell’ex Archivio Valbonesi, un “fondo” di migliaia di immagini in cui, visivamente, viene raccontata la storia di un cinquantennio del paese e del circondario di Santa Sofia, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli inizi del terzo millennio. Sono ritratti di famiglie, di personaggi più o meno altolocati, di feste, di raduni, di mostre d’arte, di sport, di avvenimenti religiosi e politici veramente preziosi per una comunità orgogliosa della sua identità.
A coordinare le operazioni di salvataggio delle pellicole, inzuppate dall’acqua dei pompieri accorsi per lo spegnimento delle fiamme, è l’esperta Elisa Giovanetti, assieme alla collega e restauratrice Elvira Tonelli: “La nostra – dice Giovannetti - è una civiltà dell’immagine e quelle scattate da Giovanni Valbonesi sono davvero tecnologicamente evolute. Vi emerge, infatti, un modello culturale oltre che la storia di un paese. Sarebbe quindi un vero peccato vederle scomparire”.
Il rischio dello sfacelo totale della raccolta c’è, se non si corre frettolosamente ai ripari. Il gruppo dei volontari, composto da tanti santasofiesi e forlivesi, sta procedendo al lavaggio delle pellicole prima con acqua pura, poi con acqua distillata e con alcool etilico puro. L’operazione serve per evitare che compaiano funghi e muffe sui negativi e sulle stampe, veri killer per i negativi.
“Dopo il salvataggio – dice il sindaco di Santa Sofia, ingegner Flavio Foietta – si procederà alla catalogazione di tutto il materiale attraverso il supporto informatico. Per fare ciò abbiamo già provveduto a reperire alcuni locali, nell’area della Casa per Anziani San Vincenzo de’ Paoli. La memoria storica – conclude il primo cittadino - va preservata, perché la storia di ieri serve per vivere nel presente e per affondare con più sicurezza l’avvenire”.

La “catena” dei volontari lavora in una sala posta al primo piano dell’edificio che ospita l’archivio fotografico. C’è chi va su e giù per le scale, chi preparava le emulsioni “salvatrici”, chi asciuga i reperti e chi, infine, pensa già a come valorizzare il materiale recuperato.
“Se non si fa più che in fretta - conclude l’ex infermiera Augusta Ranieri - tutto ciò che il clic del Valbonesi ha realizzato in cinquant’anni, scomparirà”.

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