Santa Sofia: inceneritore, per Nervegna (Fi-PdL) "grave pericolo della salute"

Santa Sofia: inceneritore, per Nervegna (Fi-PdL) "grave pericolo della salute"

SANTA SOFIA - Antonio Nervegna (fi-pdl) è tornato con una nuova interrogazione sulle problematiche ambientali e di salute connesse all'incenerimento delle polline prodotte dagli allevamenti avicoli, con particolare riferimento all'ipotesi di realizzazione di un impianto di incenerimento della pollina da parte della società Agrofertil di Santa Sofia. Il consigliere, richiamando la delibera dell'Assemblea legislativa n. 96 del 2007, di recepimento della direttiva europea "Nitrati", che anche alcuni tecnici dell'Agrofertil portano a giustificazione della necessità dell'incenerimento delle polline, rileva che il provvedimento in questione non contiene assolutamente il divieto del loro spandimento, quindi, definire l'incenerimento l'unica via d'uscita per evitare la chiusura degli allevamenti avicoli sarebbe falso e fuorviante.

 

Il consigliere elenca poi una serie di elementi che dimostrano i gravi danni per l'ambiente e la salute che il trasporto, lo stoccaggio e l'incenerimento delle polline comporta. Fra questi: il rischio di diffusione di agenti patogeni virali e batterici durante il trasporto di polline provenienti da zone in cui la situazione sanitaria degli allevamenti non è certa; la possibilità che i residui provenienti dal metabolismo di farmaci e di alimenti sottoposti ad incenerimento liberi sostanze pericolose; nelle polline potrebbero essere presenti concentrazioni di metalli pesanti e metalloidi derivanti da antibiotici; nelle polline potrebbe essere presente un farmaco (nicarbazina) utilizzato contro la coccidiosi (malattia protozoaria) che sottoposto alle temperature di incenerimento, libera un composto cancerogeno. Nervegna vuole poi sapere dalla Giunta se non ritenga che lo smaltimento delle deiezioni zootecniche possa ancora avvenire tranquillamente con il loro impiego agronomico ( e a quali condizioni) o attraverso il loro utilizzo nei processi di produzione del biogas, in strutture cioè dove, mediante processi anaerobi, si impiegherebbero prodotti organici per la produzione di biogas. Al riguardo domanda anche se quest'ultima soluzione venga esclusa per ragioni puramente economiche, in quanto più costosa rispetto all'incenerimento.

 

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Nervegna stigmatizza poi la gestione dell'Agrofertil che, rileva, è andata avanti per oltre 20 anni con proroghe e deroghe operate in maniera dissennata e con scarsa sensibilità ambientale e con la compiacenza degli Enti preposti al controllo. Riferendosi poi in particolare alle problematiche ambientali insorte relativamente alla collocazione dell'impianto di incenerimento, chiede se anche la Giunta non ritenga opportuno scartare a priori l'ipotesi di realizzare l'impianto nel sito attuale, seppure di dimensioni ridotte. Secondo il consigliere, infatti, si dovrebbe evitare di dare all'Agrofertil un'opportunità di tale portata, considerando anche che emergono molti dubbi sia sulla ditta realizzatrice, che non avrebbe ancora costruito impianti simili, sia sull'obiettività delle informazioni fornite, dal momento che in Italia non sono stati mai realizzati impianti di questo tipo.

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