Santa Sofia, "nessuno tocchi l'ospedale Nefetti"

Santa Sofia, "nessuno tocchi l'ospedale Nefetti"

Santa Sofia, "nessuno tocchi l'ospedale Nefetti"

SANTA SOFIA - "Nessuno tocchi l'ospedale Nefetti". Si potrebbe riassumere così il pensiero di Gabriele Locatelli, segretario del PD di Santa Sofia, alla notizia, che ciclicamente compare ogni anno, di un possibile ridimensionamento del nosocomio della Val Bidente. "Quest'ospedale fa parte della storia del nostro territorio. E siamo orgogliosi di essere 'montanari': ci siamo sempre conquistati le nostre cose con il sudore e la fatica: e l'ospedale Nefetti è una di queste".

 

"Nella mente degli abitanti dell'Alta Valle del Bidente e del Rabbi, per un motivo o per l'altro, il Nefetti è un pezzo di vita. O ci sei nato, o ci sei capitato per un emergenza, o per una visita, o per una lacrima".

 

A sostegno di Locatelli anche Vladimiro Bertaccini, Segretario del PD del Comune di Civitella di Romagna, Federica Palareti (PD Galeata) e Francesco Milanesi (PD Premilcuore).

 

"In macchina con me - dice Locatelli - c'era una meritevole studentessa universitaria di Corniolo in rientro per le vacanze pasquali. Purtroppo, a causa della frana, si è dovuta fermare a dormire a Santa Sofia, perché solo di giorno può sperare di attraversare, a piedi, il "disastro" per ricongiungersi alla sua famiglia. Nella vita di noi orgogliosi montanari esistono spesso momenti difficili che riusciamo ad affrontare stando insieme. Sappiamo ancora, quando è necessario, fare squadra per affrontare la difficoltà di quel momento; ma sappiamo anche diventare nervosi, quanto basta, quando ci si vuole prendere per il naso".

 

"Il Nefetti - continua il segretario del PD di Santa Sofia - è appunto un simbolo di questa nostra capacità di stare insieme a difesa di un servizio essenziale. Come la frana di Corniolo è un altro simbolo di come sappiamo reagire di fronte all'emergenza. A questo punto ci si chiederà dove voglio arrivare. Ve lo dico subito. Ciclicamente viene fuori la chiacchiera o la pretesa di ridimensionare il Nefetti, ridurre i posti letto, ridurre i servizi ambulatoriali nascondendo questa riduzione dietro la mefitica parola "razionalizzare".

 

"Questa volta, se si deve razionalizzare qualche cosa non si deve fare certamente nell'Alto Bidente. L'Ospedale Nefetti, un nostro simbolo, una nostra secolare conquista, non si tocca. L'intesa resta quella a suo tempo fatta in numeri di posti letto e servizi, oggi fondamentali per la nostra Comunità. Anche perché, ad oggi, dobbiamo ringraziare l'AUSL per il grande lavoro fatto fino ad ora, e per come funziona attualmente il Presidio".

 

"Se qualcuno ancora non lo sapesse - dice con orgoglio Locatelli - ma credo che siano pochi a non saperlo, noi "montanari" ci siamo sempre conquistati le nostre cose; difficilmente ce le hanno date. Ci conquistiamo ogni giorno il lavoro, spesso facendo chilometri, ci conquistiamo la cultura svegliandoci fin da piccoli la mattina prestissimo (alle 5.30 al Corniolo e a Spinello e alle 6 a Santa Sofia) per raggiungere le scuole a Forlì in orario, pagando oltre alla stanchezza, anche una salato abbonamento annuale. Ci conquistiamo quotidianamente una dignità e uno spirito sociale che altri, forse, ottengono con meno fatica".

 

"Dissetiamo il 50% della popolazione della Romagna con l'acqua di Ridracoli, manteniamo un territorio integro attraverso una gestione oculata del territorio che ci impone, pur sempre, vincoli che altri non hanno e siamo fieri, anche in questo caso, di farlo. Presidiamo, abitandoci, un territorio che altri non hanno neppure lontanamente intenzione di pensare di farlo. Per questi semplici motivi crediamo che non si possa neppure lontanamente pensare a razionalizzare il Nefetti se questo significa semplicemente ridurre i servizi".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di ilmatterello
    ilmatterello

    Infatti io non mi sono mai sognato di parlare di chiusura,neanche di ridimensionare(vedi ultima riga precedente POST), ma cambiare si, sia dal punto di vista funzionale che organizzativo vocazionale. Parlo per esperienza diretta, io mi chiedo cosa significa lunga degenza se poi dopo un giorno si spinge per mandare a casa un paziente in difficoltà e solo dopo aver insistito riuscire ad allungare di qualche giorno la degenza.Lungo degenza si, pronto soccorso velleitario, idem per sale operatori, ambulatori solo come raccolta ecc.Le cose vanno difese per la loro funzionalità nel territorio, senza campalinismi e strumenatlizzazioni perchè altrimenti la cosa puzza. ilmatterello.wordpress.com

  • Avatar anonimo di kam
    kam

    non volevo controbattere perché io sono nato a Forlì e vi vivo tuttora e quindi la sopravvivenza dell�Ospedale di Santa Sofia non mi interessa personalmente! Quello che mi stupisce è che un nativo di Santa non capisca i problemi dei suoi concittadini! Ma che c�entra l�infermiera sgarbata o il primario solone! Questo può capitare in tutti gli Ospedali! Vanno denunciati! E poi nessuno è obbligato a ricoverarsi nell�Ospedale sottocasa; se non si tratta di emergenza può andare dove vuole. Ma in caso di urgenza può essere utile una assistenza sanitaria pronta, in attesa magari di essere trasferiti, se necessario, in sedi più attrezzate. E i pazienti anziani e cronici che si muovono con difficoltà? I dializzati? I diabetici? L�ospedale non è solo ricovero ma anche servizi. Poi si può chiudere tutto, ma dovrà essere la popolazione a deciderlo, almeno a mio parere.

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    ilmatterello

    Sono di origine dell'alta valle del bidente, anche se non ci vivo da molti anni. L'ospedale di Santa Sofia è un pò anche nel mio DNA ma non ho questo ricordo idilliaco e, per esperienza diretta e dolorosa, penso che vada ripensato come struttura ospedaliera perchè non mi sembra all'altezza dei nostri tempi.Per essere chiari la sensazione, e qualcosa di più, avuta un anno fà circa è stata quella di aver a che fare con una struttura con metodi di accoglienza dei malati che potevano andare bene in qualche decennio passato. Infermieri tutt'altro che gentili primari soloni alla vecchia maniera,tutti mali dovuti ad modello di gestione che non cerca altro che perpretare se stessa. Quindi ridimensionare no, ma cambiare ce ne sarebbe proprio bisogno. ilmatterello.wordpress.com

  • Avatar anonimo di sandrino
    sandrino

    Come volevasi dimostrare: i "presunti" dissipatori hanno reso buoni servizi sanitari anche alla periferia e i "presunti" risanatori li vogliono togliere. Chi ha fatto e fa, veramente, gli interessi dei cittadini?

  • Avatar anonimo di kam
    kam

    come si può pensare di ridimensionare l'Ospedale di Santa Sofia lasciando l'alta (e anche la media) vallata del bidente sguarnita dal punto di vista sanitario, tanto più che il collegamento con Forlì è garantito da una sola strada percorribile in 45 lunghissimi minuti e che in caso di ostruzione per un banale incidente stradale non ha alcun by pass viario!!! Se proprio si deve "razionalizzare" questo va fatto più a valle. Quando fu costruito l'Ospedale Morgagni-Pierantoni, questo doveva soddisfare tutte le necessità sanitarie della pianura (Forlimpopoli compreso!)

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