Santa Sofia, summit sulla biodiversità

Santa Sofia, summit sulla biodiversità

La biodiversità come patrimonio da gestire e condividere. È il fulcro della Summer School tenuta nella sede Ce.U.B. di Santa Sofia, evento che ha visto riuniti nella cittadina dell'Alto Bidente ricercatori, giovani laureati e specialisti del settore. Dal 5 al 9 ottobre l'Albergo della Gioventù di piazza Matteotti ha ospitato infatti studenti universitari, dottorandi, post-dottorati, tecnici e funzionari di aree protette ed enti pubblici, insieme per approfondire le metodologie di studio e le problematiche riguardanti la ricerca, la gestione e la comunicazione della biodiversità.

 

A tenere le lezioni sono stati ricercatori e specialisti del settore provenienti da università, musei e centri di ricerca italiani, che nella sede santasofiese hanno illustrato tecniche di raccolta dati e monitoraggio con uscite sul campo, a diretto contatto con la rigogliosa natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Importanti esperienze sono state fatte anche sotto il profilo della gestione e applicazione dei dati per la conservazione della natura, con realizzazione di check-list, organizzazione dei dati in atlanti e di database informatizzati, con dati georeferenziati su specie e habitat di interesse conservazionistico. Sono inoltre stati individuati habitat sensibili e specie la cui conservazione appare prioritaria, per i quali sono state predisposte strategie ed azioni concrete di conservazione.

 

Un ruolo importante in questa Summer School, dal titolo "Gestire e condividere la biodiversità" è stato assunto anche dal tema della comunicazione, messo al centro del dibattito per illustrare ai corsisti modalità idonee con cui favorire la conoscenza della biodiversità di un territorio e la realizzazione di progetti di educazione ambientale, potenziando il ruolo dei giardini botanici e dei musei scientifici.

 

Il Comitato Scientifico della Summer School è composto da Paolo Pupillo, Francesco Zaccanti, Ettore Randi, Giorgio Boscagli e Nevio Agostini. Promotori dell'iniziativa sono stati il Laboratorio di genetica della conservazione dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Corpo Forestale dello Stato-Coordinamento Territoriale per l'Ambiente (CTA-CFS) e l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, il Corso di laurea specialistica in Conservazione e Gestione del Patrimonio Naturale, il Corso di laurea magistrale in Scienze e Gestione della Natura - Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali dell'Università degli Studi di Bologna e il Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Ce.U.B.).

 

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