SANTARCANGELO - Alla biblioteca ''Baldini'' serata dedicata a donne ed economia

SANTARCANGELO - Alla biblioteca ''Baldini'' serata dedicata a donne ed economia

SANTARCANGELO - Proseguono a Santarcangelo i Giovedì della Biblioteca “Baldini” con una serata – quella di giovedì 13 marzo – dedicata alle donne. Alle ore 21 in Biblioteca verrà infatti proiettato il film-documentario dal titolo “Una storia comune: donne sull’orlo di un miracolo economico”, promosso dall’Assessorato alla Cultura e dalle Politiche di genere e Pari opportunità della Provincia di Rimini e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Santarcangelo.


Il film - realizzato da due registi locali Stefano Bisulli di Santarcangelo e Roberto Naccari di Rimini - ha per protagoniste sei donne della provincia di Rimini che raccontano com’era la vita degli anni del dopoguerra.


In occasione dell’anno europeo delle Pari opportunità, la Provincia di Rimini ha voluto realizzare un film in grado di valorizzare e salvaguardare il ruolo svolto dalle donne, grandi protagoniste nello sviluppo del territorio e nella valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico e culturale del dopoguerra.


Ad essere intervistate sono state: Giustina Maioli di Coriano, Maura Calderoni di Bellaria Igea Marina, Ottavia Ugolini di San Giovanni in Marignano, Pia Mussoni di Santarcangelo, Speranza Magnani di Bellaria, Anna Maria Biotti di Rimini, individuate in base alle loro esperienze personali, alla provenienza geografica e alla condizione sociale e culturale. Voci, testimonianze dirette che hanno tracciato e dipinto, l’itinerario del ruolo femminile in un territorio come la provincia di Rimini, che in più di altri, ha sperimentato un’enorme trasformazione economica e sociale nel corso del ventesimo secolo.


Un quadro ricco e complesso della condizione e della storia, privata e professionale, vissuta dal dopoguerra ad oggi dalle donne del nostro territorio, offrendo spazio e voce non solo alle numerose esperienze improntate all’impegno lavorativo e professionale, ma anche alle scelte più tradizionali e finalizzate alle cure familiari.


Uno spaccato collettivo dipinto da: Giustina Maioli proveniente da una famiglia di mezzadri di Coriano, che è riuscita a far cambiare attività a tutti i suoi familiari e poi ad aprire un’attività commerciale; Maura Calderoni, figlia e moglie di pescatori di Bellaria Igea Marina, che ha saputo coadiuvare l’economia familiare aprendo un’attività legata al turismo; Ottavia Ugolini di famiglia benestante di San Giovanni in Marignano ha lasciato l’insegnamento per curare la casa e i suoi cari; Pia Mussoni di Santarcangelo ha cercato attraverso il lavoro di camiciaia per bambini una propria indipendenza economica e un’affermazione della sua figura di donna; Speranza Magnani meglio conosciuta come Maria di Bellaria, che dopo la perdita del marito sul “Giovanni Clelia”, il peschereccio esploso a causa di una mina, si è rimboccata le maniche e ha intrapreso l’attività di bagnina; Anna Maria Biotti di Rimini, figlia di un costruttore edile e della bambinaia di Federico Fellini, ha saputo rilevare l’attività di famiglia e portarla a compimento.


Alla serata parteciperanno Marcella Bondoni, assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rimini e Leonina Grossi, consigliera Delegata alle Politiche di genere e Pari opportunità della Provincia di Rimini, parteciperanno alla proiezione del filmato.

“Com’era stato anticipato durante la serata di presentazione, avvenuta lunedì 28 gennaio al teatro degli Atti a Rimini – dichiara Marcella Bondoni – il documentario continua ad essere proiettato in contesti e ambiti diversi nell’intento di dare un senso e valore alla nostra identità, ad un percorso ricco, difficile ma anche gioioso, che è la vita di tutte, e di ciascuna di noi. La memoria delle donne è il legame più forte con il nostro passato”.


“Col documentario abbiamo scritto una pagina di storia che trasmetteremo ai giovani – sottolinea Leonina Grossi. Abbiamo scelto di farlo servendoci di un mezzo – il video – più adatto alla società di oggi, e attraverso il narrare dei fatti accaduti abbiamo trasmesso dei sentimenti, delle emozioni vere. Lasciamo appunto un documento visivo, una lettura immediata del passato ma con una sensibilità diversa, basti pensare alla scelta delle donne intervistate, di diversa provenienza geografica, condizione sociale e culturale.”.

Il film documentario, che non si articola solo attraverso le interviste, ma si sofferma anche su una gamma di fotografie di famiglia, naturalmente in bianco e nero, si è avvalso inoltre, anche di stralci delle pellicole amatoriali raccolte attraverso il progetto provinciale “Film di cassetto”.


Il debutto del documentario è stato lunedì 28 gennaio al teatro degli Atti a Rimini, ed è stato proiettato anche martedì 4 marzo al cinema teatro Astra di Bellaria Igea Marina.


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