Sapro, Bartolini (PdL): "Di Maio non ha colpe, ma non giochiamo allo scaricabarile"

Sapro, Bartolini (PdL): "Di Maio non ha colpe, ma non giochiamo allo scaricabarile"

Sapro, Bartolini (PdL): "Di Maio non ha colpe, ma non giochiamo allo scaricabarile"

FORLI' - "Non è il momento di giocare allo scaricabarile. Se Sapro è fallita ed ha accumulato una marea di debiti la colpa non può essere altro di chi ha gestito la società pubblica, quindi degli amministratori nominati  eslusivamente dalla sinistra. E nessun politico del Pd è immune da responsabilità. Forse potrei fare un'eccezione per Marco Di Maio: nel 1995, quando Sapro è stata fondata, il segretario del Pd aveva 12 anni e negli anni in cui i debiti crescevano a dismisura era solo un ragazzino".

 

Lo ha detto Luca Bartolini, consigliere regionale del PDL, in merito al fallimento di Sapro ed in particolar modo alle dichiarazioni del segretario territoriale del PD, Marco Di Maio.

 

"D'accordo, lui non avrà responsabilità  dirette ,  ma ha certemente responsabilità politiche rappresentando quel sistema di potere che lo ha indicato per ridare una mano di vernice ad una classe politica di sinistra che da 60 anni governa questo territorio.   I  suoi padri politici,  infatti, quelli che lo hanno indicato,   quegli stessi uomini che occupano le poltrone della provincia da decenni e che continuano ad avere sete di potere, come fanno ad essere esenti da colpe? Suvvia, l'autocritica che fa oggi Di Maio è piuttosto parziale, ma come si fa a dire che gli errori li hanno commessi i vecchi amministratori e non quelli di oggi?"

 

"La verità - continua Bartolini - è che gli amministratori pubblici di oggi sono gli stessi di ieri, gli stessi che hanno contribuito prima a creare Sapro e poi non hanno controllato a sufficienza l'andamento della società, fino a portarla al fallimento. Nella nostra provincia non c'è mai stato un ricambio totale della classe politica e il sistema clientelare e ingessato che hanno creato i politici targati Pci- PDS- Ds-Pd ha portato a questa imbarazzante disfatta, che avrà pesanti ripercussioni sulle  imprese  e sull'economia locale. Chi negli anni della creazione di Sapro era sindaco di un Comune socio oggi si trova nella giunta o nel consiglio provinciale, chi era nei consigli comunali ora fa il sindaco o l'assessore, oppure chi prima era in giunta come assessore ora guida un comune. Tanti incastri, ma sempre le stesse facce, quelle della sinistra, la vera e unica responsabile del disastro Sapro". 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Tutto vero, ciò che dice Bartolini, compresa la considerazione che Di Maio rappresenta la facciata di vernice pulita che il PD si vuole dare, mentre i "maneggiatori" rimangono comunque all'interno del partito in posizioni cruciali e di potere. Però i rappresentanti politici dell'opposizione, dove erano? E' sembrato così "normale" che una società gestita dalla politica si inserisse così pesantemente nel mercato immobiliare? Questo inserimento, operato da chi era certo di poter realizzare urbanizzazioni, non ha costituito una turbativa del mercato immobiliare locale? E' giusto che chi compra terreni da urbanizzare sia lo stesso che gestisce i piani regolatori? Gli imprenditori privati che subiscono iter decennali per poter realizzare i propri progetti erano alla pari rispetto a SAPRO? E allora, perchè si è lasiata realizzare e operare questa società senza mai denunciarne l'anomalia, perchè tutti hanno taciuto finchè non è esploso il bubbone? SAPRO è una anomalia concettuale, è uno strumento da cui ogni politico dovrebbe tenersi a distanza, è un conflitto di interessi sdoganato da utopistici ideali di sviluppo territoriale. Le responsabilità legali sono sicuramente di chi l'ha concepita e gestita, ma ci sono anche responsabilità morali di chi, con la sua indifferenza, ha pemesso che questa realtà si realizzasse e operasse, tanto e tanto male da giungere al collasso. Adesso i rappresentanti degli enti soci dicono che nelle giunte comunali, nelle assemblee provinciali, hanno sempre relazionato sulla attività di SAPRO: nessuno ha sentito o ha capito? Nessuno ha obiettato che queste realtà richiamano una ideologia sovietica, dove è lo stato che gestisce l'economia, mentre in uno stato liberale la gestione delle attività economiche deve essere lasciata ai privati e i politici devono solo occuparsi di politica. Da SAPRO, si potrebbe ripartire, facendo una bella pulizia generale, privatizzando veramente, rendendo veramente "libero" il mercato del nostro territorio.

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    Come al solito bartolini fa una dsamina corretta e reale.Se qualcuno lo sta attaccando su Sapro è perchè sta dicendo cose giuste.Una amministrazione,pur se cambiano (ma cambiano poco) facce e persone deve farsi carico dei suoi errori,se non lo fa non puo' aveere la fiducia dei cittadini.La sinistra deve assumersi di fronte alla città le responsabilità che ha su sapro,Aeroporto,sanità,Hera ,inceneritore ed altro..non può fuggire e fare lo scaricabarile o incolpare Berlusconi.Chi ha mal controllato tutto questo deve dire quali responsabilità ha oppure dimettersi se non in grado di gestire il sistema.

  • Avatar anonimo di steno
    steno

    Considerando che in forza italia prima e nel PDL ora le facce sono sempr ele stesse da 15 anni e che uno come Morrone è dovuto fuggire nella Lega Nord da Forza Italia per farsi un pò di posto nel panorama politico, le critiche di poco rinnovamento ed ingessature sono senz'altro da fare anche al PDL. Ma mi verrà replicato che non c'era nessuno di meglio e le preferenze (regionali) lo dimostarno considerando el utltime regionali. Bhe vi dico anche che se pur con fatica credo che il giovane segretario del PD ne uscirà bene anche stavolta, e magari sapro sarà la spallata per cambiare veramente il partito democratico fino nel suo profondo ROSSO.

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