Sapro ultimo atto, intesa con le banche per l'estremo salvataggio

Sapro ultimo atto, intesa con le banche per l'estremo salvataggio

Sapro ultimo atto, intesa con le banche per l'estremo salvataggio

Lavoro, lavoro, lavoro. E' quello che aspetta il nuovo team incaricato del salvataggio di Sapro. Sì perchè l'assemblea dei soci ha deciso giovedì di procedere per risanare il debito di 105 milioni, dopo una seri e di incontri con le banche creditrici. C'è l'intesa. Il destino della Società per lo sviluppo delle aree produttive viene rimandato a settembre, quando il nuovo piano dovrà essere presentato al Tribunale di Forlì, anticipando l'udienza del 24 che, altrimenti, decreterebbe il fallimento.

 

I maggiori creditori di Sapro sono le banche, in primis Cariromagna e Cassa di Risparmio di Cesena, disposte ad una ristrutturazione del debito, con una moratoria degli interessi. L'impegno degli istituti di credito potrebbe valere circa 5-6 milioni. I soci, dal loro canto, (Comuni di Forlì e Cesena e Provincia per la maggioranza) si impegnano in una ricapitalizzazione di 3,4 milioni, nella speranza che il tribunale 'promuova' il piano.

 

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Sino ad oggi ci hanno raccontato balle ! All'unico scopo di salvare le loro facce . Se ai nostri politici fosse interessato veramente il bene della collettività, non avrebbero mai costituito una società che si è intromessa nel mercato immobiliare influenzandolo artatamente perchè ha sempre operato nell'assoluto disprezzo delle regole di quel mercato, forte dell'inevitabile appoggio politico che è "fisiologico" in una società che è l'espressione della politica. Adesso che hanno finito di giocherellare al piccolo imprenditore incosciente, usano il pubblico denaro per ricapitalizzarla, perchè altrimenti ci sarebbero ripercussioni sulla cittadinanza. (?) E quali ripercussioni ci saranno per quei cittadini cui verranno negati i servizi per un importo pari alla "ricapitalizzazione" ? Ma per questo c'è la scusa pronta, i servizi vengono tagliati dalla finanziaria di Tremonti. Questa è una storia ccome quella di ACER, di cui nessuno più parla. Ma anche lì, qualcuno ha giocato al "piccolo finanziere" investendo denaro pubblico in titoli a rischio invece di costruire case. I soldi sono spariti, chi ha pagato ? Se si fosse costruita anche una sola casa con quei soldi, sicuramente ha pagato quela famiglia bisognosa che di quella casa non ha potuto fruire. E il "politico" autore di questa genialata che fine ha fatto? La stessa degli ex amministatori di SAPRO, che appena è scoppiata la bomba hanno dato le dimissioni turnandosi con nuovi consiglieri? E mentre questi saltano da una poltrona all'altra, noi cittadini, di fatto, e in solido, paghiamo i loro danni.

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    I cittadini forlivesi batteranno i piedi per la gioia...e batteranno le mani cantando felici....felici....felici..... prima si incarica una società delle fondazioni bancarie per fare trattative con le banche stesse, trattative concluse positivamente, a dire della società sulla stampa, con le banche che se ne escono recuperando praticamente tutto (i cittadini no) in una sorta di socializzazione del debito. Poi qualcun altro presenta (sempre a dire da parte di questa società sulla stampa) un piano con altri soggetti Bocciato il piano dal tribunale, non quello di Sinloc, società delle fondazioni, la quale dichiara che non l'ha fatto (?)...ma quello, a quanto sembra, fatto in casa dalla stessa Sapro con l'aiuto di professionisti. prendiamo il respiro....... Ora sembra che il nuovo piano preveda uno sconto dalle banche? Non era meglio averlo trattato prima? E sarà risolutivo? Non credo sia risolutivo perchè il guaio non è solo nel passivo ma facendo i conti della serva è sopratutto nell'attivo. Un qualsiasi cittadino armato di calcolatrice e buona volontà può andare nel sito di Sapro, guardare le misure espresse in metri quadri dei terreni da vendere (il sito è chiaro e fatto molto bene) e moltiplicare le misure per i valori per metro quadro ricavandoli dal sito dell'Agenzia del Territorio. Ai valori riscontrati occorrerebbe togliere poi un buon 20% per quello che anche le banche chiamano il pronto realizzo. Risultato?.......sorpresa........e tale da fare pensare che i cittadini forlivesi possano iniziare a piangere.....e possano iniziare a chiedersi : ma cosa ci hanno raccontato sino ad oggi? Per evitare conflitti di interesse dichiaro pubblicamente che non vendo fazzoletti.

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